Castel Volturno. Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alessio Taurino, 25enne originario di Castel Volturno e figlio di Ciro Taurino, conosciuto negli ambienti investigativi con gli alias “Ciruzz’” e “Pescopagan”, ritenuto esponente di spicco del clan dei Casalesi attivo sul litorale domizio.
Il giovane era stato coinvolto in un’inchiesta relativa ad alcune rapine ai danni di uffici postali tra le province di Caserta e Napoli. In particolare, a Taurino vengono contestate due tentate rapine e una rapina portata a termine a mano armata.
La misura alternativa è arrivata dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Maria Pasqualina Gaudiano, che aveva già accolto l’istanza presentata dal difensore del giovane, l’avvocato Ferdinando Letizia. In quell’occasione il magistrato aveva disposto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari. Taurino in precedenza era detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Alessio Taurino venne fermato nel marzo scorso insieme a Francesco Flessigno nell’ambito di un’indagine condotta dalla Squadra Mobile e dai carabinieri della compagnia di Caserta.
Le indagini erano partite nel gennaio del 2023, dopo una rapina avvenuta il 25 gennaio nello sportello postale di via Ferrarecce, a Caserta. In quell’occasione alcuni malviventi, con il volto coperto, riuscirono a introdursi all’interno dell’ufficio e, sotto la minaccia di una pistola, si fecero consegnare dalla direttrice parte dell’incasso.
Gli accertamenti successivi degli investigatori hanno permesso di collegare gli stessi responsabili anche ad altri episodi simili. In particolare due ulteriori tentativi di rapina, sempre ai danni di uffici postali: uno avvenuto il 23 gennaio in via Fabricat a Caserta e l’altro il 7 febbraio a Villa Literno.
In entrambi i casi i rapinatori, armati e travisati, riuscirono a entrare negli uffici ma non portarono a termine il colpo.
L’attività investigativa ha quindi consentito di individuare e ricostruire il presunto ruolo dei responsabili, portando ai provvedimenti cautelari emessi dall’autorità giudiziaria.