Maddaloni. La Corte d’Appello di Torino ha emesso la sentenza nel procedimento riguardante un presunto sistema di truffe ai danni delle compagnie assicurative basato sulla denuncia di incidenti stradali mai avvenuti. I giudici hanno rideterminato la pena per uno degli imputati principali e confermato le condanne per altri quattro coinvolti nell’inchiesta.
Protagonista della vicenda giudiziaria è un uomo di 56 anni originario di Maddaloni, ritenuto responsabile di aver partecipato al meccanismo fraudolento attraverso il quale sarebbero stati richiesti e ottenuti risarcimenti assicurativi per sinistri inesistenti. Il collegio giudicante ha accolto il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Nello Sgambato, riconoscendo la continuazione con una precedente sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano e divenuta definitiva il 28 maggio 2024.
Alla luce di questa valutazione, la pena è stata ridotta a 2 anni e 2 mesi di reclusione. In primo grado la condanna era stata più pesante, pari a 2 anni e 8 mesi. La Corte torinese ha quindi parzialmente riformato la sentenza precedente limitatamente alla posizione dell’imputato principale, mantenendo invece inalterate le decisioni relative agli altri coinvolti.
Sono state infatti confermate le condanne nei confronti di altri quattro imputati ritenuti parte del medesimo sistema illecito. Per uno di loro è stata ribadita la pena di un anno e due mesi di reclusione, mentre per un altro la condanna resta fissata a un anno. Per altri due imputati i giudici hanno confermato la pena di nove mesi di reclusione.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nel corso delle indagini, gli imputati avrebbero simulato o denunciato incidenti stradali mai verificatisi per ottenere risarcimenti economici da parte della compagnia assicurativa Reale Mutua. Le richieste di indennizzo sarebbero state presentate come se fossero relative a sinistri reali, generando così un danno economico alla società assicuratrice.
Con la pronuncia della Corte d’Appello di Torino si chiude un ulteriore capitolo giudiziario della vicenda, che ha riguardato un presunto sistema organizzato di richieste fraudolente di risarcimento legate a incidenti mai accaduti.