Confisca per noto ristoratore casertano: coinvolta pure la braceria. Il nome

 

Valle di Maddaloni/Santa Maria Capua Vetere. Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato, nell’ambito di una più ampia strategia finalizzata a contrastare l’accumulazione dei proventi delle attività delittuose da parte di organizzazione criminali operanti nella provincia casertana, ha eseguito, attraverso investigatori della Divisione Anticrimine di Caserta, un decreto di confisca, disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Misure di Prevenzione, su proposta del Questore di Caserta, nei confronti di un soggetto, imprenditore nel mondo della ristorazione, condannato in via definitiva dalla Corte di Appello di Napoli per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Il provvedimento di confisca conferma il sequestro già eseguito in data 22 febbraio 2024. Si tratta di Michele Maravita, titolare della nota braceria La Baita di Valle di Maddaloni che è comunque regolarmente aperta.

 

La confisca ha ad oggetto due unità immobiliari, quattro società con annessi beni strumentali, tra cui un noto ristorante di carne, diversi rapporti finanziari e bancari, autovetture ed un’imbarcazione per un valore complessivo di oltre un milione di euro.

 

Nel corso delle indagini, svolte dalla Divisione Anticrimine nell’ambito del procedimento di prevenzione, è emersa altresì la riconducibilità in capo al preposto di un altro ristorante ubicato nell’isola spagnola di Ibiza.

 

Il sequestro della citata attività commerciale, disposto dal Tribunale di S.Maria C.V.- sezione misure di prevenzione è stato inviato, per il tramite di Eurojust, alle Autorità Spagnole che hanno provveduto ad eseguire la misura ablativa.

 

La vicenda in esame conferma l’interesse delle organizzazioni criminali ad investire all’estero i proventi delle attività delittuose

 

Il destinatario del provvedimento è stato inoltre sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di PS con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni.

 

 

 

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