Carnevale di Capua: storia di una tradizione antichissima
Il Carnevale di Capua segue fedelmente un cerimoniale rigoroso, strettamente legato alla sua storia e a quella della città. L’inizio ufficiale avviene con la consegna delle chiavi della città dalle mani del Sindaco a quelle del re Carnevale, il quale, dopo aver recitato il suo proclama al popolo, si sofferma a sottolineare, con ironia pungente, tutte le malefatte dei pubblici amministratori. La corte mette in scena veri e propri spettacoli che si rifanno alla prolifica tradizione della commedia dell’arte. Altri elementi fondanti della tradizione sono rappresentati dal proclama del re Carnevale la domenica dal balcone dell’arengario e dal gran ballo in maschera nella Piazza dei Giudici.
La manifestazione inizia con un corteo mascherato che si snoda attraverso le vie del centro storico con un percorso ormai consolidato dal secondo dopoguerra: il giovedì grasso, con partenza dal Piazzale della Stazione; la domenica con partenza da Via Napoli, di poco esterna alla cinta bastionata; il martedì con partenza dal largo Santa Caterina, nel cuore del centro storico. I principali siti monumentali vengono illuminati con giochi di luce e luminarie, mentre lungo le strade si collocano arredi e addobbi realizzati artigianalmente in cartapesta.
Il corteo è costituito da gruppi umoristici composti dai cittadini, dalle scuole, da bande musicali e dai carri allegorici la cui produzione è segnalata a Capua fin dagli anni ’30. Altro elemento cardine della tradizione è rappresentato dalla cerimonia della morte del Re Carnevale: la sera del martedì il re e la regina con la corte anticipano la morte del re; a mezzanotte la regina, vestita a lutto, annuncia alla città la morte del Re, il cui feretro viene posto al centro della Piazza dei Giudici. Si compone attorno ad esso un corteo funebre animato con musica e canti festosi e la bara, portata a spalla da cittadini vestiti con il tradizionale domino, viene condotta verso il Fiume Volturno. Il corteo, giunto presso le Torri di Federico II, si scioglie, mentre il feretro viene lanciato nel fiume