Maddaloni. I Carabinieri hanno aperto un’indagine sul presunto “guaritore” smascherato nei giorni scorsi a Maddaloni, al centro di una vicenda che intreccia abusi sessuali, truffa e falso esercizio di pratiche terapeutiche. L’inchiesta nasce dalla documentazione raccolta nel corso del servizio andato in onda su Striscia la Notizia, realizzato dall’inviato Luca Abete, e ora è al vaglio degli investigatori dell’Arma.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe messo in piedi una sedicente attività di “bioenergetica”, proponendo terapie antitumorali e cure per le più disparate patologie attraverso presunti “passaggi di energia” rigorosamente corpo a corpo. Un sistema strutturato, con tanto di protocollo: diagnosi non strumentali affidate al cosiddetto “occhio clinico”, seguite da trattamenti finali basati su contatti fisici espliciti, talvolta consumati in camere d’albergo.
È proprio su questo impianto che si concentrano ora gli accertamenti dei Carabinieri. Gli inquirenti stanno verificando l’eventuale configurabilità di reati che vanno dalla violenza sessuale alla truffa aggravata, passando per l’esercizio abusivo di professioni sanitarie. Al centro dell’indagine, anche la vulnerabilità delle presunte vittime: donne affette da patologie oncologiche, in condizioni di fragilità psicologica, che sarebbero state convinte a sottoporsi a pratiche prive di qualsiasi fondamento scientifico.
Le immagini e i materiali acquisiti dalla troupe televisiva rappresentano un primo elemento probatorio, ma l’attività investigativa punta ora a ricostruire la rete di contatti, la durata delle condotte e l’eventuale esistenza di altre persone coinvolte o di precedenti segnalazioni. Non si esclude che possano emergere ulteriori episodi o nuove denunce.
Parallelamente, gli investigatori stanno cercando di rintracciare il soggetto, che dopo la messa in onda sarebbe stato visto sporadicamente in diversi punti della città. La priorità resta chiarire come e per quanto tempo l’uomo abbia operato, e se abbia tratto vantaggi economici dalle presunte “cure”.
L’inchiesta, ancora in fase iniziale, punta a fare piena luce su una vicenda che solleva interrogativi pesanti sulla tutela dei pazienti fragili e sui confini tra suggestione, raggiro e abuso. Un caso che, oltre allo sdegno pubblico, ora chiede risposte giudiziarie puntuali.