Mondragone. Non è tanto l’interrogatorio di garanzia, già noto, quanto il contenuto della corposa memoria difensiva a delineare la linea scelta da Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, destinatario di una richiesta di arresto avanzata dalla Procura. Un documento articolato, oltre 150 pagine, che affronta punto per punto le contestazioni mosse nell’ambito dell’inchiesta per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato.
Al centro della difesa c’è la negazione di qualsiasi accordo corruttivo con gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo. Secondo l’impostazione degli avvocati, non vi sarebbe stato alcun patto illecito né alcuna utilità ricevuta in cambio di presunti favori amministrativi. In particolare, viene contestata la ricostruzione della Procura secondo cui Zannini avrebbe agevolato pratiche ambientali regionali per l’apertura di un caseificio, ritenute funzionali all’ottenimento di un finanziamento pubblico superiore ai tre milioni di euro.
Uno dei passaggi chiave riguarda la vicenda della gita in yacht, indicata dagli inquirenti come possibile “prezzo” della corruzione. La difesa sostiene invece che la spesa, pari a circa 7mila euro, sarebbe stata sostenuta personalmente dal consigliere regionale e programmata sin dall’inizio, senza alcun collegamento con le indagini o con presunti favori. Un elemento che, secondo la memoria, escluderebbe la natura di controprestazione.
Altro nodo centrale è l’accusa di concussione legata a presunte pressioni sull’allora direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Vincenzo Iodice. Anche su questo fronte, la linea difensiva è netta: nessuna pressione, nessuna interferenza nelle scelte amministrative e nessun coinvolgimento del dirigente regionale Antonio Postiglione, anch’egli indagato. Le intercettazioni, secondo la difesa, sarebbero state decontestualizzate e non dimostrerebbero condotte penalmente rilevanti.
L’impianto difensivo punta dunque a smontare l’impianto accusatorio sul piano giuridico e fattuale, rimettendo al giudice la valutazione sull’eventuale applicazione della misura cautelare richiesta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. In assenza di termini per la decisione, la vicenda resta ora sospesa in una fase di attesa, mentre restano aperti altri filoni investigativi, compreso quello relativo a una presunta ipotesi di corruzione elettorale.