Agenzia delle Entrate, in partenza 2,4 milioni di lettere: ecco per chi

NAZIONALE – Duecentomila contribuenti totalmente evasori individuati in un solo anno. È questo il dato che più di ogni altro fotografa lo stato di salute della lotta all’evasione fiscale in Italia.

A rendere noti i risultati dell’operazione è stato il direttore Vincenzo Carbone, intervenendo a Telefisco, l’evento annuale dedicato alla fiscalità organizzato dal Sole 24 Ore. Il dato più rilevante riguarda la composizione di questi 200mila soggetti. Oltre 116mila contribuenti, pur percependo redditi, non avevano presentato alcuna dichiarazione fiscale. Si tratta di una zona grigia fatta di omissioni consapevoli o rinvii sistematici, spesso mascherati da situazioni apparentemente regolari.

Ancora più allarmante è però l’altra metà del fenomeno. Circa 86mila soggetti risultavano del tutto sconosciuti al Fisco: partite IVA fantasma, attività in nero puro, lavoratori e imprese che non esistono per l’anagrafe tributaria e che non hanno mai avuto un’interlocuzione con l’amministrazione finanziaria. È il volto più profondo e difficile da aggredire dell’evasione, quello del sommerso strutturale.

La strategia per il 2026 non prevede solo controlli, ma anche una fase preventiva. Sono infatti pronte 2,4 milioni di lettere di compliance, che verranno inviate ai contribuenti per segnalare anomalie, incongruenze o dichiarazioni mancanti. Non si tratta di avvisi di accertamento, ma di semplici richiami che invitano a regolarizzare la propria posizione prima che scatti il controllo formale.

L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo, soprattutto nei casi in cui emergono discrepanze tra fatture emesse, corrispettivi registrati e Iva dichiarata. Un approccio meno repressivo, ma potenzialmente più efficace nel recupero di gettito.

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