Tentato omicidio della madre, a giorni il verdetto dopo il sì a terza perizia psichiatrica

Santa Maria a Vico. Si chiuderà molto probabilmente venerdì 6 febbraio il primo grado di giudizio abbreviato dinanzi al Gup di Santa Maria Capua Vetere Mauro Bottone il processo per tentato omicidio a carico di Maurizio Ferrara, oggi agli arresti domiciliari.

I fatti risalgono allo 22 maggio 2025 quando il bidello 50enne in seguito ad raptus di follia entrò in casa della madre 76enne, la colpì con dei piatti spaccandoglieli in testa e poi afferrò delle forbici da cucina lunghe 16 centimetri, per centrarla un centinaio di volte su tutto il tronco e alle braccia.

Fu arrestato dai carabinieri della locale stazione.

Sarà escusso l’esperto psichiatra nominato dal Giudice, Dott. Eduardo Giordano, sulla richiesta di perizia accolta, e che fu avanzata dal difensore di Ferrara, avvocato Raffaele Carfora.

Il PM Nicola Camerlingo aveva in realtà chiesto e ottenuto il giudizio immediato davanti al Tribunale collegiale sammaritano sulla scorta della propria consulenza effettuata dallo psichiatra forense Dott. Alfonso Tramontano, che aveva concluso per un vizio solo parziale di mente, cosa che renderebbe Ferrara imputabile e potenzialmente soggetto a condanna.

Tuttavia, il difensore dell’imputato ha prodotto una relazione psichiatrica redatta dal proprio consulente incaricato, il Direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’ASL CE Dott. Vincenzo Letizia che, diversamente, reputava Ferrara affetto all’epoca da vizio totale di mente, e dunque incapace di intendere e di volere al momento del fatto accaduto lo scorso maggio in danno della matrigna che venne colpita ripetutamente con colpi di forbici in zone vitali del corpo.

La difesa avanzava richiesta di giudizio abbreviato subordinato ad una terza perizia psichiatrica che veniva accolta dal Giudice.
Pertanto il prossimo venerdì, dopo la escussione del Dottor Giordano che illustrerà le sue conclusioni sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del fatto e sulla eventuale pericolosità sociale, avranno la parola per la discussione finale il Pubblico Ministero e la Difesa.
Seguirà stesso in giornata la camera di consiglio e la sentenza.

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