Caserta. Un semplice bigliettino, poche righe scritte e fatte recapitare in modo informale, che secondo gli inquirenti rappresenterebbe la chiave di volta di un sistema di pressioni ben più ampio. È questo uno degli elementi centrali dell’inchiesta che coinvolge Biagio Esposito, 85 anni, padre del noto ex cestista Enzino e dell’ex consigliera comunale Dora.
L’anziano politico è accusato di estorsione aggravata ai danni dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, che non risulta indagato. I fatti contestati si collocano tra maggio e settembre 2024, in una fase di fortissima tensione politica e giudiziaria per il Comune, già travolto da arresti, indagini e scandali che porteranno, nell’aprile 2025, allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche.
Secondo l’accusa, Esposito avrebbe esercitato ripetute pressioni sul primo cittadino, minacciando di far cadere l’amministrazione comunale. Il punto di leva sarebbe stato il Consiglio comunale chiamato ad approvare il bilancio: la figlia Dora, consigliera, avrebbe potuto disertare la seduta decisiva, facendo mancare i numeri necessari.
Il momento più emblematico risalirebbe a maggio 2024, quando un bigliettino, recapitato al sindaco tramite il consigliere comunale Massimo Russo (non indagato), avrebbe contenuto una richiesta precisa: la nomina dell’architetto Salvatore Natale come direttore dei lavori per la riqualificazione dell’ex caserma Pollio, area adibita a parcheggio e in passato riconducibile a una famiglia ritenuta vicina al clan Zagaria.
Le pressioni, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero proseguite a giugno 2024, nel pieno degli arresti in Comune e dell’indagine sul vicesindaco Emiliano Casale. In quella fase Esposito avrebbe preteso le dimissioni di Casale e il controllo sugli appalti per il rifacimento del manto stradale. Richieste che, stando alle accuse, sarebbero state assecondate.
Un’indagine che, partendo da un bigliettino, disegna il quadro di un potere esercitato nell’ombra, fatto di avvertimenti silenziosi e favori pretesi nel momento di massima fragilità delle istituzioni.