LUSCIANO. Dal carcere minorile di Nisida a una comunità educativa. È questa la decisione assunta dalla Sezione Riesame del Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di P.C., 17 anni, coinvolto nel grave episodio di violenza armata avvenuto a Lusciano e costato il ferimento di Antonio Zammariello.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo – all’epoca dei fatti – si trovava a bordo di un’auto insieme ad Antonio Losapio, 21 anni. Dal sedile del passeggero avrebbe esploso alcuni colpi di pistola ad altezza d’uomo contro un gruppo di giovani che si trovava in strada, nei pressi di una sala slot di Lusciano. Uno dei proiettili colpì Zammariello, allora ventenne, provocandogli la frattura della gamba destra e della tibia, con una prognosi di circa trenta giorni.
L’azione, aggravata dall’uso di un’arma da fuoco – una pistola calibro 6.35 – e da futili motivi, sarebbe stata una spedizione punitiva. L’obiettivo reale, infatti, non era la vittima rimasta ferita, ma un altro giovane, ritenuto responsabile di uno squillo alla fidanzata del minorenne.
L’agguato risale al giorno dell’Epifania ed è stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza dell’attività commerciale della zona. Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Lusciano, hanno permesso di identificare rapidamente i responsabili, poi arrestati. Per il maggiorenne ha proceduto la Procura di Napoli Nord, mentre per il 17enne la competenza è stata della Procura minorile.
Accogliendo la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Della Gatta, i giudici hanno disposto la sostituzione della detenzione in carcere con il collocamento in comunità, ritenendo la misura più adeguata al percorso rieducativo previsto per i minori.