Il plurivotato Ferrara attacca, il sindaco replica ma mancano ancora le risposte ‘importanti’

San Felice a Cancello. L’ex primo cittadino e dominatore sul territorio delle ultime elezioni Regionali, Giovanni Ferrara, sabato scorso con un post sui suoi profili social ha ripreso alcuni argomenti che erano stati sollevati da questa testata giornalistica in merito alla condotta dell’amministrazione comunale.

Ieri mattina c’è stata la risposta del sindaco, che a sua volta nel pomeriggio è stato autore anche di un secondo post, di cui diremo alla fine.

Ferrara tra le varie cose ha parlato:

della delibera della presa d’atto della graduatoria di assegnazione dei lotti in zona Pip;

della delibera annullata dell’assunzione del dipendente proveniente dal Comune di San Cipriano (il cui sindaco, lo zanniniano Caterino è indagato nella vicenda voto di scambio di Castel Volturno assieme al suo leader);

Taglio indiscriminato di alberi su tutto il territorio, senza delibere chiare e facilmente accessibili un ritorno a un’epoca senza memoria.

In questo caso è chiara anche l’allusione agli stranissimi accadimenti di domenica 11 gennaio.

Il primo eletto locale delle Regionali ha chiesto chiarimenti, ha chiesto trasparenza e ha parlato di amministrazione che opera con pratiche antiche, le sue parole: “Le decisioni pubbliche devono essere spiegate, motivate e accessibili”.

Una richiesta molto chiara, in sostanza si dice: Tirate fuori le carte!!! 

Il sindaco ha replicato punto per punto con un post ieri mattina che, come è accaduto già la settimana scorsa con il primo dei due nostri articoli sul caso ‘alberi tagliati alla scuola Moro’, non è stato esaustivo. Siamo sempre allo stesso punto.

Ci riferiamo soprattutto alla vicenda di Cancello Scalo della scuola Moro, per la quale ci saremmo aspettati un chiarimento anche da parte della preside Enza De Lucia che non è arrivato. Eppure non sembra tanto difficile.

Il sindaco risponde a Ferrara: “Taglio degli alberi: Interventi effettuati per sicurezza pubblica (vedi piazza di cancello), previo parere tecnico e dove necessario anche autorizzazioni. Anche qui, atti pubblici e accessibili”.

Parla della piazza Castra Marcelli, sta deviando, l’attenzione. Il focus è nel piazzale della scuola Aldo Moro data 11 gennaio.

Le risposte sindaco e preside De Lucia sono altre, le domande sono sempre le stesse (lo scriviamo grande, così si capisce):

1 Quale ditta ha operato domenica 11 gennaio il taglio degli alberi nel piazzale del plesso Moro (FOTO ALLEGATE!!!) ?

2 Che tipo di ditta è questa del camioncino rosso, chi è quella persona che sta operando nel piazzale in mezzo a migliaia di foglie, centinaia di rami e tronchi, senza sistemi di sicurezza?

3 C’era la relazione di un agronomo in merito allo stato di quegli alberi?

4 Chi ha aperto il cancello della scuola in un giorno di festa?

Inoltre dato che il sindaco nella sua prima replica il 18 gennaio aveva detto che era stato aperto di domenica il cantiere per il nuovo asilo nido chiediamo:

5 Dove era affisso il cartello apposito di inizio lavori? Di quale ditta appaltatrice si tratta? Chi è il responsabile della sicurezza eccetera eccetera?

QUESTE SONO LE RISPOSTE CHE AVEVAMO CHIESTO E A CUI IN PARTE FA RIFERIMENTO ANCHE IL PLURIVOTATO FERRARA.

Opposizione consiliare fuori giri

E non capiamo come mai l’opposizione consiliare non abbia ancora richiesto un approfondimento in merito al caso del plesso Moro. Eppure rappresentate una grossa fetta di popolazione. Avete il dovere di informare i vostri elettori, altrimenti lasciate il passo ai primi non eletti.

Zona industriale

Sulla zona industriale questa testata giornalistica si è semplicemente limitata a declinare la delibera di presa d’atto e a riportare che una delle aziende assegnatarie di un lotto appartiene per il 33% al sindaco e rappresentante legale del Comune e per il 67% a 2 suoi fratelli (Sergio Nuzzo e Lorenzo detto Giovanni).

Abbiamo solo scritto alla fine: sono cose che non si vedono quasi mai e che in un altro comune avrebbero sollevato polemiche.

Quanti sindaci in Italia hanno previsto un loro capannone nella zona Pip?

Secondo noi pochissimi, uno è quello di San Felice a Cancello.

Ma nella sua replica a Ferrara il sindaco devia ancora e si mette a parlare dei vantaggi della zona Pip, dell’indotto, del risultato storico.

Ma realizzamola prima questa zona e poi si parla…

Finiamola di parlare prima di tornare dal mulino.

Nelle locali amministrazioni c’è l’abitudine di declamare prima gli atti, di esaltare le approvazioni delle delibere ancora nella fase primordiale e poi passano i mesi, a volte gli anni. E delle opere non c’è traccia. Una narrazione completamente sbagliata figlia di questi tempi di sfiducia verso la politica e ci riferiamo pure ai consiglieri regionali.

Ma perché delle vostre iniziative e delle vostre delibere non ne parliamo quando avete le forbici in mano e tagliate il nastro?

E nemmeno in queste circostanze spesso non si è completato del tutto il lavoro. E quindi stiamo parlando del nulla.

Il secondo post del sindaco

In un secondo post nel pomeriggio di ieri il sindaco sul suo profilo personale ha lamentato che una parte della stampa non è equilibrata e non dà spazio ai risultati ottenuti dall’amministrazione. Secondo lui si ignorano atti pubblici e scelte documentate con coperture finanziarie di strade. Quindi il tutto li mette in cattiva luce.

Eppure proprio nell’articolo pubblicato da noi ieri ad ora di pranzo su via Tavernola abbiamo evidenziato all’inizio, cioè nell’attacco, che sono state annunciate le strade che saranno oggetto di lavori e abbiamo fatto l’elenco. Ma la gente dopo quasi un mese si lamenta perchè i lavori non sono iniziati e ci sta pure tanta immondizia. Quindi è stato tenuto conto dell’annuncio del primo cittadino ma al momento la situazione è sempre la stessa.

E’ una questione di metodo secondo noi, e l’amministrazione di San Felice a Cancello ha molto da imparare dagli altri comuni, a cominciare da quelli vicini.

Arienzo, Cervino e Santa Maria a Vico interagiscono con la stampa attraverso comunicati ufficiali inviati via mail.

Santa Maria a Vico ha finanche un gruppo whatsapp in cui sono presenti tutti gli operatori dei media provinciali. C’è interazione costante.

San Felice a Cancello invece utilizza la pagina ufficiale del sindaco ma non manda nulla, non avverte i media e molto spesso per le notizie importanti punta soltanto su una parte della carta stampata, ignorando quella online.

Gli interventi sui social dei parenti dell’amministratore

Inoltre, sempre a proposito del metodo, spesso c’è poca chiarezza sugli interlocutori, capita che a rispondere su facebook siano i diretti parenti dell’amministratore comunale che non hanno nessun ruolo. E’ accaduto proprio qualche giorno fa sul nostro articolo riguardante la presa d’atto della graduatoria della zona industriale.

Alcuni cittadini che effettuano post su facebook lamentando dei disservizi, o chiedendo spiegazioni ricevono una pluralità di commenti da parte di parenti di amministratori che non hanno nessun titolo per parlare e per entrare in argomenti specifici. Sembrano una squadra organizzata, agiscono sempre in tanti e postano in tutti i gruppi facebook locali.

Quindi prima di pretendere forse sarebbe il caso di guardare in casa propria cosa accade e soprattutto di cambiare approccio e di rivedere su tutta la linea messaggi inviati direttamente sui cellulari whatsapp di noi operatori dell’informazione, o post offensivi su facebook, generici, senza riferimenti nominativi, tanto poi si capisce lo stesso a chi si riferiscono.

Ne riportiamo uno, il primo, inviato sul nostro cellulare di redazione il 13 settembre scorso che abbiamo conservato nella sua interezza: Sei un giornalaio tu non sai neache dove abita il giornalismo… comunque ti denuncerò per diffamazione. 

Questa è stata la risposta immediata pochi secondi dopo l’uscita di un articolo scritto da un nostro collaboratore che riportava una lamentela di alcuni cittadini con tanto di foto.

Bastava semplicemente un po’ di bon ton e scrivere cosi: “Buonasera possiamo inviare fotografie e una replica, così aggiornate l’articolo con la nostra versione dei fatti che poi corrisponde alla realtà?”.

Gli avremmo dato lo stesso spazio se non di più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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