AVERSA. Il TAR del Lazio, Prima Sezione Bis, ha accolto la richiesta cautelare presentata dal colonnello Fabio Cagnazzo, originario di Aversa, sospeso in via precauzionale dal servizio in relazione al suo coinvolgimento nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, procedimento attualmente alla fase di udienza preliminare.
Il provvedimento dei giudici amministrativi non determina il rientro immediato in servizio dell’ufficiale, ma impone all’Amministrazione di procedere a un nuovo esame della sospensione adottata. Al centro della valutazione del Tar vi è il mutato quadro giuridico determinato da due successive pronunce della Corte di Cassazione.
La prima decisione, datata 8 aprile 2025 e precedente al provvedimento disciplinare impugnato, aveva annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame, portando alla successiva scarcerazione del colonnello. Quest’ultima, disposta formalmente il 23 maggio 2025, è intervenuta per l’insussistenza delle esigenze cautelari, “senza alcun accenno alla pur rilevante indicazione della Suprema Corte in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza”, come si legge nel provvedimento del Tar.
Dopo la scarcerazione, Cagnazzo ha presentato un ulteriore ricorso per Cassazione, discusso nel dicembre scorso. Anche in questa circostanza la Suprema Corte ha annullato la decisione del Riesame, rinviando nuovamente la valutazione al Tribunale di Salerno.
Secondo il Tar, proprio la “motivazione rinforzata” contenuta nelle pronunce della Cassazione rende non manifestamente infondata la richiesta di sospensione del provvedimento disciplinare. Una richiesta che poggia sulla fragilità degli elementi indiziari posti a fondamento sia della misura cautelare sia dell’ipotesi accusatoria. Una carenza che, pur non facendo venir meno la gravità delle contestazioni, avrebbe dovuto essere adeguatamente valutata dall’Amministrazione nel bilanciamento degli interessi coinvolti.
Alla luce di tali considerazioni, il Collegio ha deciso di accogliere la domanda cautelare “ai soli fini del riesame della fattispecie”, invitando l’Amministrazione a rivalutare il provvedimento di sospensione alla luce delle indicazioni fornite. Il giudizio di merito è stato fissato per il 28 ottobre 2026.