Appalti e sponsor sportivi, chiesto (ancora) arresto per Magliocca

 

Pignataro Maggiore/Caserta. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere torna a premere sull’inchiesta che coinvolge Giorgio Magliocca, ex sindaco di Pignataro Maggiore ed ex presidente della Provincia di Caserta, chiedendo nuovamente l’applicazione di una misura cautelare. Dopo il rigetto iniziale da parte del giudice per le indagini preliminari, l’ufficio guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni ha infatti presentato appello al Tribunale di Napoli, chiamato ora a riesaminare il quadro accusatorio.

Secondo quanto ricostruito e rilanciato anche da Cronache di Caserta, il gip aveva escluso la necessità dell’arresto tenendo conto delle dimissioni di Magliocca da tutti gli incarichi istituzionali, avvenute nel novembre 2024. Una scelta che, per il giudice, avrebbe fatto venir meno il rischio di reiterazione del reato. Tuttavia, la Procura non condivide questa valutazione e ritiene ancora attuali le esigenze cautelari.

L’inchiesta ruota attorno a una presunta gestione “condizionata” degli appalti pubblici. L’accusa sostiene che Magliocca, quando era alla guida della Provincia e del Comune di Pignataro Maggiore, avrebbe indirizzato l’assegnazione di lavori pubblici verso imprese considerate vicine, ottenendo in cambio sponsorizzazioni sportive a favore di una società calcistica locale. In particolare, si parla di affidamenti per centinaia di migliaia di euro che avrebbero generato ritorni economici indiretti sotto forma di contributi e pagamenti per staff e allenatori.

Oltre all’ex presidente della Provincia, la richiesta di misura cautelare riguarda anche Cosimo Rosato, Alfonso Valente e Gianpaolo Benedetti. Le loro posizioni saranno esaminate dalla decima sezione penale del Tribunale di Napoli nelle prossime settimane.

Nel fascicolo investigativo figurano inoltre le dichiarazioni di dirigenti pubblici, inizialmente indagati e poi archiviati, che avrebbero confermato l’esistenza di pressioni politiche nella scelta delle ditte affidatarie. Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe inciso in modo diretto sulla gestione degli appalti sotto soglia.

Resta infine aperto un filone parallelo relativo a una presunta fuga di notizie che avrebbe consentito a Magliocca di venire a conoscenza anticipata delle indagini a suo carico. Su questo fronte, al momento, non sono state avanzate richieste cautelari. Come sempre, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

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