Slot del clan, chieste 8 condanne

 

CASAL DI PRINCIPE. È approdato a una fase decisiva il procedimento giudiziario che ruota attorno a un presunto sistema criminale legato al gioco d’azzardo illegale nell’area aversana. Nella giornata di oggi si è svolta l’udienza davanti al giudice Gabriella Logozzo, chiamata a valutare la posizione di dodici persone accusate, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso e di aver gestito un articolato circuito clandestino di slot machine e scommesse sportive.

Secondo l’impianto accusatorio, costruito grazie a una lunga e articolata attività investigativa condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri, il gruppo avrebbe operato nell’interesse del clan dei Casalesi, fazione Russo-Schiavone. Le indagini avrebbero fatto emergere un sistema fondato sull’utilizzo di piattaforme online non autorizzate e apparecchi da gioco illegali, con i guadagni successivamente “ripuliti” attraverso esercizi commerciali formalmente intestati a soggetti di comodo.

Nel corso dell’udienza, la Direzione distrettuale antimafia ha avanzato le richieste di pena nei confronti degli imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Per Raffaele “Lello” Letizia, ritenuto dagli inquirenti il principale organizzatore dell’intera operazione, è stata sollecitata una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione.

Le altre richieste riguardano Marco Alfiero, 41 anni, per il quale sono stati invocati 4 anni e 8 mesi, e Vittorio Alfiero, 44 anni, per cui la Procura ha chiesto 4 anni e 4 mesi. Per Pasquale Di Bona, 56 anni di San Cipriano d’Aversa, e per Marco Losapio, 37 anni di Aversa, la pena richiesta è di 6 anni e 8 mesi ciascuno. Chiesti inoltre 3 anni e 4 mesi per Bruno Salzillo, 61 anni di Casal di Principe, 2 anni e 2 mesi per Giovanni Argine, 29 anni, e 2 anni per Giovanni Diana, 35 anni, entrambi originari dello stesso comune.

Il procedimento proseguirà nelle prossime settimane: il giudice Logozzo ha fissato una nuova udienza per il 18 febbraio 2026, data in cui l’accusa formulerà le proprie conclusioni anche nei confronti di Raffaele Cantiello, altro imputato che ha optato per il rito abbreviato.

Nel processo risultano coinvolti, oltre ai soggetti già citati, anche Pierpaolo Improta, Antonio e Vincenzo Vaccaro, Marco e Vittorio Alfiero, Giovanni Argine e Giovanni Diana.

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