CASERTA. Una giornata destinata a restare impressa nella memoria di una famiglia e di un’intera comunità. Il 16 gennaio 2026, a Pescara, il giovane Ciro Cavaliere ha prestato giuramento insieme agli allievi del 231° corso per agenti della Polizia di Stato, coronando un percorso fatto di studio, sacrifici e determinazione. Con quell’atto solenne, Ciro ha indossato la divisa abbracciando il motto che accompagna ogni poliziotto: “Esserci sempre”.
Conclusa la cerimonia, il neo agente è rientrato nella sua città natale, Puglianello, dove ad attenderlo c’erano l’affetto dei familiari e l’entusiasmo di amici e concittadini. Un’accoglienza calorosa, segno tangibile dell’orgoglio condiviso per un traguardo che rappresenta non solo un successo personale, ma anche un motivo di vanto per l’intera comunità.
Momento particolarmente toccante è stata la festa organizzata il 18 gennaio, durante la quale lo zio Ivano, graduato dell’Esercito Italiano prossimo al congedo e già noto alla cronaca per aver partecipato nel 2019 all’inseguimento e all’arresto di alcuni rapinatori a Casagiove, ha letto una lettera dedicata al nipote. Parole sincere, intense, capaci di commuovere tutti i presenti.
Nel suo messaggio, Ivano ha ripercorso il cammino di Ciro, riconoscendo sacrifici e dedizione, ma anche ammettendo con onestà le difficoltà di un rapporto talvolta segnato da rigidità e aspettative severe. Un’autocritica nata dall’amore e dal desiderio di vedere il nipote preparato alle sfide della vita. Il passaggio di testimone tra chi sta per “appendere la divisa al chiodo” e chi la indossa con entusiasmo è stato il filo conduttore della lettera, insieme al richiamo ai valori di servizio, coraggio, onestà e umanità.
Un augurio, quello dello zio, che è diventato promessa di sostegno incondizionato: essere un “faro silenzioso”, sempre presente. E un invito a vivere la professione con integrità, proteggendo i più deboli e servendo la giustizia con passione.
Per Ciro Cavaliere si apre ora una nuova fase della vita. Un cammino impegnativo, ma illuminato dall’orgoglio della sua famiglia e dall’abbraccio di una comunità che continuerà a fare il tifo per lui.