CASERTA. Una città raccolta e visibilmente commossa ha salutato ieri Romolo Panico, figura storica della Polizia di Stato, scomparso improvvisamente all’età di 76 anni. Le esequie, celebrate nel pomeriggio a Caserta, hanno richiamato una partecipazione ampia e sentita, segno tangibile del legame profondo che il questore aveva costruito nel corso di una lunga carriera al servizio dello Stato.
Caserta è stata il luogo scelto per l’ultimo saluto a un uomo che ha lasciato un’impronta significativa nel mondo delle istituzioni e della sicurezza pubblica. Numerosi funzionari, colleghi in divisa, rappresentanti delle forze dell’ordine e semplici cittadini hanno voluto essere presenti, stringendosi attorno alla famiglia in un clima di composto dolore.
Panico è ricordato come un investigatore rigoroso, capace di coniugare metodo tradizionale e innovazione. Nel corso degli anni ha contribuito a importanti attività di contrasto alla criminalità organizzata, distinguendosi per determinazione e visione strategica. Il suo percorso professionale lo ha portato a ricoprire incarichi di grande responsabilità, fino agli ultimi ruoli dirigenziali, mantenendo sempre un profilo sobrio e lontano dai riflettori.
Proprio a Caserta, ieri, è emersa la dimensione più umana di Panico: quella di un uomo stimato non solo per le competenze professionali, ma anche per le qualità personali. In tanti ne hanno ricordato la disponibilità, il senso delle istituzioni e il rispetto verso colleghi e cittadini.
Negli ultimi anni, una volta ridotti gli impegni operativi, aveva coltivato passioni come la scrittura e la musica, dimostrando una curiosità intellettuale che lo ha accompagnato per tutta la vita. Ai funerali, tra i banchi della chiesa, si sono incrociati sguardi, ricordi e silenzi carichi di emozione.
Caserta ha così reso omaggio a un servitore dello Stato che ha attraversato decenni complessi della storia italiana, lasciando un’eredità fatta di lavoro, dedizione e credibilità istituzionale.