NAZIONALE – Con l’inizio del nuovo anno l’INPS ha ufficialmente aperto la procedura per presentare la domanda di Ape Sociale, che per il 2026 resta l’unico strumento di uscita anticipata dal lavoro. Dopo la mancata proroga di Quota 103 e Opzione Donna, la misura torna al centro dell’attenzione di migliaia di lavoratori che cercano un ponte verso la pensione.
L’Istituto ha comunicato l’aggiornamento dei sistemi informatici e l’attivazione del percorso per la verifica delle condizioni di accesso. La prima finestra per inviare la richiesta è già aperta e si chiuderà il 31 marzo.
La Legge di Bilancio ha confermato l’Ape Sociale, rafforzandone la copertura finanziaria: le risorse passano dai 170 milioni stanziati per l’anno in corso a 320 milioni nel 2027, garantendo la misura fino al 2031. È importante ricordare che non si tratta di una pensione vera e propria, ma di un’indennità a carico dello Stato pensata per accompagnare determinate categorie di lavoratori fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
L’assegno viene erogato in 12 mensilità, a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda, e prosegue fino al pensionamento definitivo. L’importo corrisponde alla rata della pensione maturata al momento dell’accesso, con un tetto massimo fissato a 1.500 euro mensili.
Durante il periodo di fruizione dell’Ape Sociale non è consentito svolgere attività lavorativa, né come dipendenti né come autonomi. Fa eccezione solo il lavoro autonomo occasionale, entro il limite annuo di 5.000 euro lordi.
L’accesso è riservato a lavoratori che abbiano compiuto 63 anni e 5 mesi e rientrino in specifiche categorie tutelate. Il requisito contributivo varia in base alla condizione personale e lavorativa: per disoccupati, persone con invalidità civile pari o superiore al 74% e caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare non autosufficiente sono richiesti almeno 30 anni di contributi. Sale invece a 36 anni la soglia contributiva per chi ha svolto mansioni considerate gravose.
È prevista una tutela aggiuntiva per le lavoratrici madri, che possono beneficiare di una riduzione dei contributi richiesti pari a un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. Tutti i requisiti, anagrafici e contributivi, devono essere maturati entro il 31 dicembre 2026.
Anche nel 2026 restano confermate tre finestre temporali per l’accesso all’Ape Sociale. La prima va dal 1° gennaio al 31 marzo, la seconda dal 1° aprile al 15 luglio e la terza dal 16 luglio al 30 novembre. La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo all’invio della domanda, motivo per cui presentarsi nella prima finestra può consentire un accesso più rapido all’indennità.
Le modalità di presentazione non cambiano rispetto agli anni precedenti. La domanda può essere inoltrata online attraverso il sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE, CNS o eIDAS. In alternativa è possibile farsi assistere dai patronati oppure contattare il contact center dell’Istituto, utilizzando il numero verde da rete fissa o quello dedicato alle chiamate da mobile.