SAN FELICE A CANCELLO. Dopo 26 giorni di attesa, il braccialetto elettronico è finalmente arrivato e Dario Castaldo ha potuto lasciare il carcere per fare rientro nella propria abitazione. Il giovane, classe 2000, originario di via Fosse, è uno degli indagati nell’ampia inchiesta antidroga che ha interessato San Felice a Cancello e la Valle di Suessola e che aveva coinvolto anche il fratello.
La misura degli arresti domiciliari con controllo elettronico era stata già disposta lo scorso 16 dicembre 2025 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Fabio Provvisier, ma la mancanza del dispositivo aveva di fatto impedito l’immediata esecuzione del provvedimento. Solo ora, con l’attivazione del braccialetto, Castaldo ha potuto lasciare la casa circondariale e tornare nell’abitazione di via Fosse, nelle palazzine IACP di San Felice a Cancello.
Il GIP aveva accolto l’istanza presentata dagli avvocati Orlando Sgambati e Davide Pascarella, disponendo la sostituzione della custodia cautelare in carcere con una misura meno afflittiva ma comunque rigorosa. Nel provvedimento, il giudice ha riconosciuto la gravità del quadro indiziario legato all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ma ha evidenziato l’attenuazione delle esigenze cautelari, anche alla luce del periodo di detenzione già sofferto, dell’assenza di un ruolo apicale nell’organizzazione e della non attualità dei fatti contestati.
Con i domiciliari “rafforzati”, Castaldo non potrà allontanarsi dall’abitazione senza autorizzazione e sarà sottoposto a un controllo costante tramite dispositivo elettronico, ritenuto idoneo a prevenire il rischio di reiterazione dei reati e di contatti con l’esterno.
La vicenda si inserisce nel filone dell’operazione antidroga che, nell’ottobre scorso, aveva portato a dieci misure cautelari e allo smantellamento di due piazze di spaccio tra via Fosse e la frazione Talanico. Come previsto dalla legge, il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e vale il principio di presunzione di innocenza.