CASAL DI PRINCIPE. Diventa definitiva la condanna nei confronti di Angela Turco Cirillo, insegnante di scuola guida e in passato coinvolta nella competizione elettorale comunale di Casal di Principe. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla donna, confermando quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Napoli.
Secondo quanto ricostruito nei precedenti gradi di giudizio, Turco Cirillo è stata ritenuta colpevole di detenzione e produzione di documenti di identificazione falsi, nello specifico una carta d’identità contraffatta, oltre che di falsificazione e introduzione nel territorio nazionale di valori bollati non autentici. Una condotta che, per i giudici, integra pienamente le fattispecie penali contestate.
Nel ricorso presentato alla Suprema Corte, la difesa aveva messo in discussione sia la motivazione della sentenza di condanna sia la misura della pena, ritenuta sproporzionata. Tra gli argomenti sollevati anche quello relativo alla presunta grossolanità del documento falso, che – secondo i legali – non sarebbe stato idoneo a trarre in inganno.
La Cassazione, con ordinanza depositata il 19 novembre 2025, ha però respinto tutte le doglianze, definendole prive di fondamento. In particolare, i giudici hanno sottolineato come la carta d’identità contraffatta, non presentando limitazioni all’espatrio, fosse perfettamente utilizzabile e idonea a consentire l’uscita dal territorio nazionale, risultando quindi potenzialmente ingannevole per le autorità.
La Suprema Corte ha inoltre ribadito che la quantificazione della pena rientra nella discrezionalità dei giudici di merito, i quali avevano fornito una motivazione congrua e coerente con il quadro accusatorio.
La decisione si inserisce in una vicenda già finita sotto i riflettori nel maggio 2024, quando la Commissione parlamentare antimafia aveva segnalato il nome di Angela Turco Cirillo tra i candidati risultati non conformi al codice di autoregolamentazione dei partiti. All’epoca, la donna era stata candidata nella lista civica “Casale nel Cuore” a sostegno del sindaco Ottavio Corvino, ma il suo nominativo era stato successivamente depennato.