Forza Italia contro Farro: “Frasi sessiste e razziste, deve dimettersi subito”

MARCIANISE. Scontro politico acceso a Marcianise. Forza Italia ha duramente condannato le recenti dichiarazioni dell’assessore comunale Stefano Farro, definite “sessiste e razziste”, pubblicate in un post social in risposta a una nota del partito sugli appalti per i lavori alla scuola Pascoli.

Secondo il coordinamento cittadino di Forza Italia, Farro avrebbe utilizzato “espressioni discriminatorie” nei confronti di una dirigente del partito, arrivando — si legge nella nota — “a considerare l’altezza fisica come un requisito collegato alla statura morale”. Un riferimento che, oltre a essere ritenuto offensivo, viene interpretato come una deriva culturale e politica “da tempi bui”.

“Siamo al baratro, al ritorno ai tempi dell’eliminazione dell’avversario in base a dati della razza: questa è follia”, afferma il documento diffuso dagli azzurri. Forza Italia sottolinea come le parole dell’assessore “qualifichino non solo lui, ma anche il sindaco Antonio Trombetta, che ne ha condiviso il contenuto intervenendo in suo soccorso”.

Il partito chiede le immediate dimissioni di Farro, ritenendo “intollerabile che un amministratore pubblico continui a ricoprire un ruolo istituzionale dopo simili affermazioni”.
“Forza Italia – si legge ancora – ribadisce che Farro non può restare un secondo in più al suo posto: non solo mente sapendo di mentire, ma lo fa violando sistematicamente le leggi e adottando condotte discriminatorie e sessiste”.

Il caso nasce da una precedente polemica politica sui lavori eseguiti nella scuola Pascoli, che Forza Italia considera “viziati da gravi alterazioni procedurali e dal disprezzo di ogni norma di legge”. Il partito annuncia inoltre di essere in possesso di “nuovi elementi” che svelerebbero “le bugie dell’assessore” e le carenze nei controlli di legalità e anticorruzione all’interno del Comune.

“La violenza delle parole, soprattutto se rivolte a una donna, chiama alla ribellione civile”, conclude la nota. “Chi crede nella modernità e nella democrazia non può restare in silenzio davanti a un linguaggio di odio e discriminazione”.

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