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Le tariffe dei diplomi: 5mila per un anno, 25mila totali. Presenti in classe, ma erano in viaggio
Cinquemila euro per essere ammessi all’anno successivo senza mai mettere piede in classe. Un listino prezzi ben preciso che, secondo la procura di Napoli Nord, veniva applicato da un istituto scolastico paritario di Sant’Antimo per garantire promozioni facili e voti di maturità elevati, in alcuni casi persino superiori al 70/100. Il costo totale di un diploma poteva così arrivare fino a 25mila euro.
Gli inquirenti, guidati dal procuratore Anna Maria Lucchetta, hanno concluso le indagini preliminari notificando 54 avvisi a preside, vicepreside, professori e studenti. L’accusa è di falso ideologico.
Il tariffario del diploma
Secondo quanto emerso, il meccanismo prevedeva un contributo di circa 5mila euro per l’intero anno: in cambio lo studente otteneva presenze garantite e registrate regolarmente sul registro elettronico, anche se in realtà si trovava lontano da Sant’Antimo. Gli importi salivano progressivamente fino alla cifra record di 25mila euro, necessaria per ottenere il diploma completo.
Gran parte degli studenti proveniva dal l’agro aversano e dall’hinterland napoletano. Non si trattava, in questo caso, di vip o calciatori come in altre indagini simili, ma di adulti o giovani lavoratori che puntavano a conseguire in tempi rapidi il titolo di studio utile per avanzamenti professionali o concorsi pubblici.
Gli accertamenti della Finanza
Le indagini, affidate al Gruppo di Frattamaggiore della Guardia di Finanza, guidato dal tenente colonnello Carmine Bellucci, hanno smontato il sistema grazie a controlli incrociati: alcuni studenti risultavano presenti in classe, ma in realtà erano stati fermati a centinaia di chilometri di distanza, persino al Brennero o in altre città come Roma e Milano.
Attraverso il confronto tra registri di presenza e database delle forze di polizia, i finanzieri hanno ricostruito le assenze reali, confermando che nessuno dei cosiddetti “fuorisede” si trovava effettivamente in Campania durante i giorni di lezione.
L’inchiesta si inserisce nel quadro del protocollo d’intesa tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e la Guardia di Finanza per contrastare le irregolarità negli istituti privati e paritari.
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