San Felice a Cancello. Con un lunghissimo manifesto affisso nelle ultime ore la lista ‘Speranza’, rappresentata dai consiglieri comunali Eugenia Carfora e Giuseppe De Rosa, fa il punto della situazione di questi 27 mesi di opposizione alla maggioranza guidata da Emilio Nuzzo.
Le loro azioni – dicono – sono contraddistinte dal forte desiderio di riveder fiorire San Felice a Cancello.
Tra gli spunti più interessanti del manifesto, dopo l’elencazione dell’attività prodotta dal duo di consiglieri, si legge: “Nessuna apertura è stata espressa dalla maggioranza, con la sola registrazione di bocciature, offese e comunicazione esterna distorta ad arte”.
In pratica non esisterebbe il confronto tra il gruppone guidato da Emilio Nuzzo che ha fagocitato di fatto anche l’altra compagine (Palmieri) e i suoi derivati, e l’unica voce fuori campo che è Speranza che non dimentichiamolo, moralmente le amministrative le ha vinte: una sola lista neanche completa, mentre le altre coalizioni erano il quadruplo più grandi. Lo lasciano intendere anche loro, un’analisi su cui c’è poco da aggiungere.
Stoccate anche sul metodo della maggioranza: “Un metodo non condivisibile perché fa sentire il paese braccato in ogni dove…Si, un metodo, divenuto anche evoluto e gentile… Un metodo che si respira in modo passivo, lo si annusa e non lo si rende mai oggetto o motivo di analisi collettiva. Il brusio è tipico di un paese e, a volte, è anche divertente. Però, sicuramente, è meno divertente quando esso diviene offesa personale e provocazione, senza alcuna cognizione di causa o di verifica sul campo”.
Poi l’analisi sulla città fantasma, un dato questo abbastanza evidente, soprattutto se messo a confronto con le realtà confinanti, i fatti parlano chiaro e Speranza ci va giù duro:
“San Felice a Cancello è oramai luogo del cemento, dove i fiori non hanno più posto e dove le case storiche sono solo un vecchio ricordo e, talvolta, un fastidio
(fastidio da comprare a buon prezzo, offrendo la carità) ed è destinata ad avere solo piazze vuote di sera, con interventi sempre più privi di visione e solo funzionali all’economia dell’edilizia, mortificando la promozione profonda della vera coesione sociale. Il nostro paese non merita di essere soggiogato da uomini astuti solo dediti a tenere tutto sotto controllo… L’assistere, con indifferenza, alle continue istruttorie di carriere che lasciano perplessi, fa male. Chi doveva intervenire, per opportunità etica, è risultato assente. Questo continua ad offendere il paese ed è triste registrare il rifiuto delle scorciatoie…”.
Infine un appello anche ai giovani ed un auspicio “a chi lo vorrà in futuro per godere di altri metodi e altre visioni”.
Questi i firmatari:
Eugenia Carfora, Giuseppe De Rosa, Pascale Basilicata, Alessandra Bove, Concetta De Lucia, Raffaele De Simone, Carmine Guida, Luigi Pasquariello.
Un’analisi davvero molto negativa da parte del gruppo Speranza che evidentemente anche in assenza di un confronto con il resto dello scibile politico locale, non va oltre, e non ritiene di proporre azioni alternative con l’obiettivo di invertire la rotta.
Vedremo se ci sarà una reazione da parte dei 3.641 + 3.234, rispetto alle argomentazioni dei 2779.