Per 5 anni tempesta l’ex di minacce e lettere, poi se la cava

 

AVERSA. La Corte d’Appello di Napoli ha annullato la sentenza di primo grado che aveva condannato un uomo per presunti comportamenti persecutori nei confronti della sua ex moglie. I giudici di secondo grado hanno accertato che il reato è ormai prescritto, cancellando di fatto la pena di due anni e otto mesi che era stata stabilita senza beneficio della sospensione.

L’uomo era stato accusato di aver inviato alla ex compagna, tra il 2014 e il 2019, numerose lettere contenenti minacce, alcune delle quali molto gravi. Nonostante alcune incertezze emerse durante il processo di primo grado, il Tribunale di Napoli Nord (sezione di Aversa) aveva comunque deciso per la condanna, ritenendo attendibile il racconto fornito dalla presunta vittima.

Durante il giudizio d’appello, la difesa – affidata all’avvocata Eva Scialdone – ha portato alla luce nuovi elementi, sostenendo che l’ultima comunicazione minacciosa attribuibile all’imputato risaliva al 2014. Una ricostruzione temporale che ha convinto la Corte a riconoscere l’estinzione del reato per prescrizione, escludendo che l’atteggiamento intimidatorio sia continuato fino al 2019, come invece affermato dalla querelante.

Va ricordato che la stessa donna, in passato, aveva denunciato l’ex marito anche per il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento. Anche in quel caso, il procedimento era terminato con una sentenza assolutoria emessa dallo stesso Tribunale.

Con questa ultima decisione, si chiude anche il secondo procedimento avviato dalla donna: per l’uomo, entrambi i processi si sono conclusi senza alcuna condanna definitiva.

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