SANTA MARIA LA FOSSA. Un nuovo incendio ha colpito il fondo agricolo assegnato alla cooperativa sociale Terra Felix, situato nel territorio di Santa Maria la Fossa. È il terzo episodio in tre anni e si è verificato nella notte tra domenica e lunedì. Le fiamme hanno cancellato ogni speranza di raccolto: i soci stavano per avviare la raccolta nei primi giorni di agosto, ma tutto è andato perduto.
Il terreno, un bene confiscato a Francesco Schiavone – noto come “Sandokan” – era stato trasformato in simbolo di rinascita civile grazie all’impegno della cooperativa. Ora, però, si contano danni gravissimi sia sul fronte produttivo che su quello simbolico.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato il presidente di Terra Felix, Francesco Pascale: “Il lavoro di mesi è stato ridotto in cenere. Le perdite sono enormi, ma non ci piegheremo. Continueremo a credere in questo progetto di riscatto”.
L’episodio si colloca in un contesto di crescente ostilità verso le realtà che gestiscono beni sottratti alla criminalità. Lo ha sottolineato anche Anna Ceprano, presidente di Legacoop Campania, definendo l’atto “codardo e ignobile”. Ha poi ribadito il sostegno dell’intera rete cooperativa: “Chi lavora per la legalità non è solo. Le istituzioni devono intensificare il supporto e la vigilanza su questi presidi di giustizia”.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo e i carabinieri hanno avviato le indagini. Considerata la storia del terreno, non si esclude l’ipotesi di un gesto intenzionale, come già avvenuto in passato.
La vicenda di Santa Maria la Fossa si aggiunge a una serie preoccupante di intimidazioni contro cooperative attive nella gestione di beni sottratti alle mafie.