Stesa dopo funerali, caso riaperto: processo per il parente del ras

 

Acerra/Marcianise. Spari al funerale: nuovo processo per il nipote del boss ‘o Marcianisiell

La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo esame per Vincenzo D’Angelo, 25 anni, nipote del noto boss ‘o Marcianisiell, e originario di Marcianise, rivedendo la sua condanna per la sparatoria avvenuta durante i funerali di Mario Aniello Tufano, 35enne di Acerra morto suicida nel 2023.

I giudici della Suprema Corte hanno escluso l’aggravante della modalità mafiosa, accogliendo il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva confermato la condanna inflitta dal Gup del Tribunale partenopeo.

D’Angelo era stato riconosciuto colpevole di porto illegale di arma da fuoco e di evasione dai domiciliari, con una pena di 4 anni di carcere e una multa di 5.300 euro. I fatti risalgono al giorno del funerale, quando furono esplosi diversi colpi d’arma da fuoco all’esterno della chiesa di San Giuseppe, nel quartiere Madonella di Acerra.

Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere pubbliche e private, avevano permesso di identificare D’Angelo, che era poi stato rintracciato dagli agenti in ospedale per dolori addominali. A bordo di uno scooter, avrebbe sparato colpi di pistola calibro 9×22 insieme a un complice, fuggendo subito dopo.

 

Secondo la Corte d’Appello, i colpi esplosi durante una cerimonia religiosa erano un chiaro gesto di intimidazione riconducibile a dinamiche di stampo mafioso.

 

Ma i giudici della Cassazione hanno ritenuto fondate le contestazioni del legale difensore, secondo cui l’azione non era volta a rafforzare un clan, bensì a intimidire un singolo soggetto. In assenza di una volontà esplicita di favorire un’associazione mafiosa, la Corte ha disposto l’annullamento della sentenza, limitatamente all’aggravante, con rinvio a una nuova sezione della Corte d’Appello

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