Marcianise. «Non appena rientrerò a Roma, al più tardi lunedì mattina, contatterò telefonicamente il ministro Urso e lo sfiderò pubblicamente ad avviare un tavolo di crisi per la Jabil di Marcianise».
Queste le parole del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha concluso il suo intervento ieri pomeriggio davanti ai cancelli della multinazionale americana dell’elettronica, accolto dagli applausi di centinaia di lavoratori.
Accanto a lui, l’intera dirigenza del Movimento in Campania, con l’ex presidente della Camera, Roberto Fico, i parlamentari Agostino Santillo, Enrica Alifano, Carmela Auriemma e Dario Carotenuto, l’eurodeputato Danilo Della Valle, la consigliera comunale di Marcianise Rosalba Cibelli e il coordinatore provinciale Giuseppe Buompane.
«Il ministro, o anche la presidente del Consiglio, deve individuare un interlocutore, ovunque esso sia, e affrontare il problema con l’obiettivo di far cambiare idea all’azienda. In passato, abbiamo risolto molte crisi in questo modo, dimostrando che lo Stato c’è, che la politica può essere responsabile e che questo territorio non è dimenticato. Oggi, invece, su cosa si concentra il Governo? Sulla produzione di missili e carri armati. Ci viene detto che mancano le risorse, eppure si stanno destinando tra i 30 e i 35 miliardi per potenziare l’arsenale militare, inseguendo Germania e altri Paesi. Trovo assurdo che si possa approvare un piano europeo da 800 miliardi di euro senza neppure un vero dibattito in Parlamento» ha aggiunto Conte.
I rappresentanti sindacali dello stabilimento hanno espresso gratitudine nei confronti dell’ex premier, consegnandogli una targa con la scritta: «Grazie per il tuo impegno». Hanno poi criticato l’assenza delle altre forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, e ringraziato il sindaco di Marcianise, Antonio Trombetta, per il costante supporto ai lavoratori.
«Stiamo assistendo all’ennesima ingiustizia contro questa comunità – ha dichiarato Trombetta –. La Jabil rappresenta l’ultimo presidio industriale di una multinazionale a Marcianise. Si tratta di un’azienda con un mercato consolidato e una produzione di componenti di altissimo livello, ma si scontra con un capitalismo aggressivo e speculativo, che pensa solo al profitto e ignora completamente il lato umano. Qui parliamo di oltre 400 famiglie che rischiano di trovarsi senza reddito da un giorno all’altro, con conseguenze pesantissime per il tessuto sociale del territorio».
Martedì scadrà la procedura di licenziamento collettivo avviata a gennaio dalla Jabil e, dal giorno successivo, l’azienda potrà inviare le lettere di licenziamento ai 413 lavoratori coinvolti.