GRAZZANISE. Si è concluso con una sentenza di assoluzione il procedimento giudiziario che vedeva coinvolte una madre e sua figlia, rispettivamente di 72 e 48 anni. Il caso riguardava un lungo contrasto tra due nuclei familiari residenti in abitazioni confinanti, sfociato in una disputa accesa.
Secondo l’accusa, le due donne avrebbero adottato comportamenti reiterati e molesti nei confronti delle vicine, manifestando un atteggiamento insistente e vessatorio nel corso del tempo. La procura ipotizzava che tali condotte fossero continuative e tali da arrecare un disturbo costante alle denunciate.
Le contestazioni iniziali parlavano di minacce e atti persecutori, accuse che avrebbero potuto configurare il reato di stalking. Tuttavia, nel corso del dibattimento, le imputazioni sono state ridimensionate, rientrando nell’ambito delle ingiurie, un reato di minore gravità.
Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, esaminati i fatti e le testimonianze, ha stabilito che le affermazioni offensive attribuite alle due donne non risultavano comprovate con sufficiente certezza. Di conseguenza, non essendo emersi elementi inequivocabili a sostegno della versione fornita dalle presunte vittime, le imputate sono state assolte.
Con questa decisione si chiude un contenzioso che aveva segnato profondamente i rapporti di vicinato, evidenziando come le tensioni personali possano talvolta sfociare in lunghe battaglie legali. Ora, dopo il verdetto, si spera che le parti possano ritrovare un equilibrio e ristabilire una convivenza più serena.