Telefonata truffa per contratto assicurativo, svolta dopo l’accusa di frode

MARCIANISE/GRUMO NEVANO. Svolta nel processo per la truffa alle assicurazioni. E.D., 37 anni, originaria di Marcianise, è stata assolta con formula piena dall’accusa di truffa in ambito assicurativo. Il Tribunale di Napoli Nord, nella persona del giudice monocratico Romina Rizzo, ha emesso la sentenza di assoluzione il 19 febbraio, stabilendo che “il fatto non sussiste”.

L’imputata era stata accusata ai sensi dell’articolo 640 del codice penale per aver indotto in errore un cliente, facendogli credere di stipulare una regolare polizza assicurativa per un importo di 300 euro. Secondo l’accusa, E.D. si sarebbe spacciata per un’agenzia assicurativa e, con artifici e raggiri, avrebbe procurato a sé un ingiusto profitto ai danni della parte offesa, che aveva creduto di ottenere una reale copertura assicurativa.

Dopo il dibattimento, però, il giudice ha ritenuto insussistente il fatto contestato, evidenziando l’assenza di prove certe a sostegno dell’ipotesi accusatoria. La difesa di E.D., rappresentata dall’avvocato Pasquale Delisati, ha dimostrato che non vi erano elementi sufficienti per configurare la condotta fraudolenta e che l’accusata non aveva agito con dolo. Di conseguenza, è stata pronunciata l’assoluzione piena, restituendo all’imputato la piena innocenza.

La sentenza rappresenta un’importante affermazione del principio di presunzione d’innocenza e della necessità di una prova solida per poter condannare un soggetto. Per E.D., la decisione del giudice ha significato la fine di un processo che avrebbe potuto avere conseguenze gravi sulla sua vita personale.

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