Nominata commissione d’accesso: ecco chi controllerà le ingerenze del clan in Comune

CASERTA. Il prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo, ha nominato, su delega del ministro dell’Interno, la commissione di indagine per la verifica dell’esistenza o meno di tentativi di infiltrazione o di collegamenti con la criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Caserta. Il collegio ispettivo è composto da Maurizio Masciopinto, prefetto, da Laura Mattiucci, viceprefetto aggiunto, e da Gianfranco Mozzillo, maggiore della Guardia di Finanza. L’accesso durerà tre mesi, prorogabili una sola volta di altri tre.

La decisione del Viminale, ora ufficiale, fa seguito alla bufera giudiziaria che ha travolto il Comune nel giugno scorso, con l’indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere, relativa a un presunto sistema di appalti comunali dati in cambio di voti e altre utilità, che ha coinvolto due assessori, uno dei quali vicesindaco, quattro tra dirigenti e dipendenti comunali, e diversi imprenditori, alcuni ritenuti vicini al clan Belforte.

Il sindaco Carlo Marino, che non è indagato, ha prima incassato nelle scorse settimane le dimissioni di tre assessori, poi a fine luglio ha azzerato la giunta sperando di rilanciare l’azione amministrativa. Ora questa doccia fredda, di cui il sindaco dà una lettura politica. L’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere il 13 giugno scorso portò all’arresto per l’allora assessore comunale ai Lavori Pubblici Marzo, per i dirigenti del Comune di Caserta Franco Biondi e Giovanni Natale, per il dipendente comunale Giuseppe Porfidia, per l’imprenditore Gioacchino Rivetti (tutti poi rimessi in libertà), mentre furono solo indagati il vicesindaco Emiliano Casale, accusato di voto di scambio, e diversi imprenditori; tra gli accusati di essere “portatori di voti” alcuni personaggi legati al clan Belforte di Marcianise.

Per tutti gli indagati è già arrivato qualche giorno fa l’avviso di chiusura indagini dalla Procura, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Lo stesso Marino – estraneo a questa vicenda – è sotto processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere insieme ad altri ex dirigenti e dipendenti comunali per un’altra vicenda di appalti, scoppiata nel 2021 e condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

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