Gli occhi di mezza Italia sul tribunale per la prima di Sandokan da pentito

Santa Maria Capua Vetere/Casal di Principe. Ha fatto molta notizia la decisione di Francesco “Sandokan” Schiavone di collaborare finalmente con la giustizia. I primi verbali da “pentito” potrebbero già essere usati durante il processo di oggi, nell’ udienza in corso nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che riguarda uno degli affari più importanti nei quali si sarebbe infiltrato il cartello, ovvero gli appalti attribuiti da funzionari di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) a ditte colluse col clan dei Casalesi in cambio di soldi e regali.

 

 

 

Tra gli imputati al processo sugli appalti Rfi c’è Nicola Schiavone, che a Sandokan è sempre stato legatissimo. Secondo gli inquirenti Nicola Schiavone è uno dei principali “colletti bianchi” dei Casalesi: è accusato di avere fatto da prestanome per Sandokan insieme ai suoi familiari e di avere tenuto contatti di alto livello per conto del clan, sia politici che istituzionali. Nicola Schiavone è uscito indenne da tutte le accuse che gli sono state mosse, comprese quelle del maxiprocesso Spartacus, e anche nel processo ancora in corso ha ottenuto due assoluzioni.

 

 

 

“Che il pentimento di Sandokan sia una vittoria dello Stato non soltanto sua. La decisione di collaborare con la giustizia potrebbe essere un modo per salvare sé stesso e i suoi figli dell’ergastolo al 41 bis raccontando magari ciò che di fatto già si sa. Schiavone è stato uno dei capi dell’organizzazione criminale più potente sul nostro territorio, un’organizzazione che ha seminato morte così come ha saputo allacciare relazioni con la l’imprenditoria collusa e la mala politica per portare avanti sporchi, sporchissimi affari milionari sulla pelle della gente (vedi Terra dei fuochi). Ora, quindi, deve raccontare fatti oscuri, rilevare nomi e date. Le sue rivelazioni dovranno servire non solo a smantellare il clan dei Casalesi ma a ripulire quella parte lurida dello Stato che ha dato modo ai camorristi di diventare manager di morte.”- queste le parole del dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

 

Nello scatto pubblicato da Ciò che vedo in Città Smcv le telecamere del Tg2 all’esterno del tribunale 

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