Due caselli presidiati e 20 km di corteo: così la protesta degli agricoltori invade il Casertano

L’AGGIORNAMENTO

CASAL DI PRINCIPE/SANTA MARIA CAPUA VETERE/CAPUA. Hanno allestito un presidio all’esterno del casello autostradale dell’A1 a Santa Maria Capua Vetere gli agricoltori che protestano, come sta avvenendo in tutta Italia e nel resto d’Europa, per la crisi del comparto agricolo; sono oltre 200 con una settantina di trattori. Gli agricoltori sono partiti verso le 11 dal piazzale dello stadio di Casal di Principe, arrivando a Santa Maria Capua Vetere dopo una marcia di una ventina di chilometri; ad organizzarla l’associazione Altragricoltura Campania Nord.

Inizialmente i trattori erano oltre trenta, poi lungo il percorso se ne sono aggiunti altrettanti. I manifestanti hanno chiesto un incontro al prefetto di Caserta Giuseppe Castaldo per esporre le ragioni della protesta; l’incontro si terrà nei prossimi giorni. Con quello di Santa Maria Capua Vetere, sono due nel Casertano i presidi realizzati dagli agricoltori; da ieri è attivo infatti un presidio anche all’esterno del casello A1 di Capua.

Le voci dal corteo

i alle ore 10.30 dal Piazzale dello stadio di Casal di Principe per sfilare in corteo verso il casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere. Lungo il percorso si sono aggiunti trattori e mezzi d lavoro in diversi luoghi prestabiliti fino ad arrivare a circa un centinaio che si sono schierati intorno all’area individuata. Una parte all’altezza della rotonda antistante il Casello autostradale ed una parte nell’area parcheggio a ridosso del contiguo cimitero. In queste aree è in corso il montaggio del Presidio permanente (dove rimarranno stazionati circa 75 trattori) che da questa sera sarà la base operativa da cui muoveranno le iniziative degli agricoltori che hanno risposto all’appello di Altragricoltura Nord Campania, il Coordinamento territoriale di Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare.

Obiettivo dichiarato del presidio è quello di porre le istanze degli agricoltori e degli allevatori del territorio al Governo e, per questo, viene avanzata richiesta alla Prefettura di un incontro per depositare un documento da inviare al Governo Nazionale con la richiesta di un incontro.

“Siamo allo stremo, la politica si assuma responsabilità” dichiara Adriano Noviello, presidente dell’Associazione di Tutela Allevamento Bufala Mediterranea e componente il direttivo di Altragricoltura, aggiungendo “Oggi a protestare è il comparto al completo: allevatori, ortofrutta, sericoltura e arboricoltura. Una grande prova di forza per lanciare un messaggio chiaro, vogliamo un tavolo che possa accogliere le istanze degli agricoltori”, spiega Adriano Noviello, presidente dell’ Associazione tutela allevatori. “Siamo in collegamento – dice – con gli altri presidi, per un documento unico da presentare a tutte le prefetture d’Italia. La politica deve assumersi le proprie responsabilità, non si deve nascondere dietro alle leggi di Bruxelles, perché c’è tanta responsabilità dei governi che si sono succeduti in questi decenni e della politica nazionale”

“Grazie ai tanti giovani agricoltori che qui come altrove stanno scendendo in campo. Con loro, la loro determinazione, la loro voglia di futuro, si riapre la speranza per un futuro degno” commenta Gianni Fabbris “Ora la politica sa che la crisi non è una esagerazione di qualche frangia minoritaria ma, al contrario, irrompe nella politica e nella società senza poter essere più nascosta come per decenni il blocco delle Organizzazioni Professionali politicizzate e strumentalizzate (Coldiretti in testa, insieme a CIA, Confagricoltura e Copagri) hanno tentato inutilmente di fare. Puerile e ridicolo il tentativo di Coldiretti di questi giorni di scendere in agitazione contro l’Europa. Coldiretti (come i suoi sodali) ha partecipato a tutti i tavoli e condiviso tutte le decisioni assunte in Europa e con i diversi Governi Nazionali. Dunque ne è pienamente responsabile ed a nulla serviranno i tentativi di nascondere la mano insanguinata che ha assassinato l’agricoltura in questi decenni. La politica prenda atto che la crisi, che noi denunciamo fin dalla nostra nascita nella seconda metà degli anni ’90, è reale e guardi negli occhi i tanti giovani agricoltori e i loro padri nelle strade in questi giorni e compia il gesto necessario: apra il confronto per dare risposte alle istanze ed ai bisogni di Riforma che stanno dietro il grido di dolore dei nostri agricoltori, dei braccianti, dei pescatori e da quanti, finora sono stati derubati del frutto del tanto lavoro e tanto impegno che richiede il rapporto con la terra, gli animali, il mare”.

In queste ore, Altragricoltura è impegnata nel confronto con altri movimenti. realtà sociali e sindacali di diverse categorie per coordinare l’iniziativa e sostenere la mobilitazione con modalità trasparenti, inclusive, rispettose del carattere “popolare e spontaneo delle mobilitazioni senza alcun leader” e, al tempo stesso, chiare negli obiettivi in modo da proporre ai tanti in strada la via per “portare casa risultati utili” e non vanificare e disperdere il grande e generoso sforzo e le attese di tanti. Nelle prossime ore verranno diffuse le proposte, gli appuntamenti e gli strumenti su cui si sta lavorando a costituire il Coordinamento

IL PRIMO LANCIO

CASAL DI PRINCIPE. Sono partiti da Casal di Principe, con una trentina di trattori, gli agricoltori casertani che protestano, così come sta avvenendo in tutta Italia e nel resto d’Europa, per la crisi del comparto agricolo ritenuta ormai insopportabile per le politiche degli ultimi decenni e per la concorrenza considerata sleale e dannosa di prodotti importati da Paesi extra Ue.

Ad organizzare la marcia dei trattori, che arriverà al cimitero di Santa Maria Capua Vetere, a poche centinaia di metri dal casello autostradale dell’A1, l’associazione Altragricoltura Campania Nord, che da due anni anima la protesta degli allevatori bufalini contro il piano della Regione Campania di eradicazione della brucellosi nell’area casertana. Con la marcia di oggi, gli agricoltori vogliono tenere alta l’attenzione su una crisi internazionale che ha radici e cause profonde in Italia, “grande Paese – dice Gianni Fabbris di Altragricoltura -dalla tradizione contadina e con un enorme patrimonio agroalimentare fondato sul lavoro della terra e nel mare e sulla grande diversità dei suo sistemi culturali e ambientali”.

“Il rischio forte – aggiunge – è che l’Italia possa trasformarsi in una piattaforma commerciale speculativa in cui il Made in Italy diventa l’occasione di business per la speculazione finanziaria. Ora tutti i nodi vengono al pettine e cadono gli alibi. Gli agricoltori, tra cui tantissimi giovani che rivendicano il diritto al futuro, scendono in strada semplicemente perchè non hanno alternative”. Anche ieri c’è stata una marcia di trattori che da Teano hanno raggiunto Capua, percorrendo la statale Appia.

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