Grazzanise/Capua. Si attende solo requisitoria nel processo sullo spaccio nel Basso Volturno che resta in piedi solo per i tre che hanno scelto il rito ordinario in primo grado. Si tratta di Plinio Di Bello, Marco D’Elena, Patrizio Valentini, tutti grazzanisani ad eccezione di Valentini. In abbreviato ci sono già state nove condanne per gli indagati accusati di far pagare la “tassa” di 200 euro a settimana per poter spacciare fumo a Grazzanise.
Il processo costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa che ha consentito di: – identificare i responsabili di plurimi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish, reati consumati nel Comune di Grazzanise; – accertare un episodio di tentata estorsione consumata da un indagato nei confronti di uno dei soggetti colpiti dal provvedimento cautelare, minacciato al fine di costringerlo al pagamento di 200 euro settimanali, “tassa” richiesta a fronte dell'”autorizzazione” alla vendita dell’hashish; – riscontrare che una delle persone sottoposte ad indagine si e resa responsabile, in concorso con minore degli anni diciotto (nei cui confronti si ê proceduto separatamente), del furto di una carta bancoposta, successivamente indebitamente utilizzata per effettuare prelievi in denaro (600 euro) ed acquisto di beni (per una spesa pari ad euro 1.800 circa); – accertare che due degli indagati avevano detenuto e portato in luogo pubblico una pistola; – risalire al dato qualitativo e quantitativo delle sostanze stupefacenti, atteso che le cessioni avevano ad oggetto involucri di hashish e cocaina per un importo, nel caso di quest’ultima sostanza, che variava dai 20 ai 40 euro.
I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico e convenzionale – decodificato dagli inquirenti (lo stupefacente veniva indicato facendo ricorso a termini del tipo “mattoncino” , “macchine” , “pantaloni” , “scarpe” mentre l’espressione “il piccolo” o “il grande” veniva utilizzata per indicare la grandezza dell’involucro) hanno consentito di acclarare le modalità con cui gli indagati realizzavano l’illecita attività.