CAPUA. Un grave lutto sconvolge la città di Capua. E’ venuto a mancare oggi ad appena 52 anni Massimo Di Girolamo, da tutti conosciuto come “o’ marsiglies”. Un ragazzo buono e molto sfortunato che ha dovuto combattere a lungo contro problemi legati ad un’amputazione.
Così lo ricorda Luigi Di Lauro sulla sua pagina: “Voglio ricordarti cosi: sereno, spensierato, mentre scruti l’orizzonte nella speranza in un futuro di certezze, di amore, che comunque non ti e’ mai mancato, soprattutto quello dei tuoi affetti piu’ cari. E’ la foto di Massimo, “U Marsiglies” che non c’e piu’, voglio ricordare il suo sguardo che si incrociava con il mio quando passavo in piazza Maiella. Lui seduto al bar, con i suoi amici, sempre affettuoso nel condividere quell’attimo di familiarita’. Era un bravo ragazzo Massimo, cresciuto in una famiglia perbene, laboriosa, con sani principi. Felice, “Feliciello”, il papa’, era mio amico, spesso avevamo condiviso le amarezze per questo figlio fragile ma dal cuore buono.
Massimo era generoso, votato all’amicizia, quella leale, sincera. Non so dirvi se Massimo poteva annoverarsi in quella schiera vasta e sempre aperta dei cosi detti “ultimi”, Massimo di certo non lo era, perche’ al suo fianco ha sempre avuto i suoi genitori, prima, i fratelli Antonio e Franco, la sorella Teresa, poi. Gli sono stati accanto fino all’ultimo respiro, quando, finalmente, ha trovato pace con se stesso. Ha finalmente lasciato alle sue spalle le sofferenze di una vita troppo breve, segnata dal destino, dal fato, non sono in grado di poter giudicare, ognuno di noi sceglie la propria strada.
Forse, Massimo, molto spesso avrebbe voluto tirar dritto senza condizionamenti, avendo cura di se stesso, avrebbe voluto dare sollievo ai suoi cari, che lo amavano senza alcuna condizione. Lo amavano cosi com’era. Massimo e’ andato via in punta di piedi, senza clamore, cosi come ha vissuto, nonostante i casini che aveva combinato, incurante di tutto e di tutti. Alla fine ha pagato un prezzo troppo alto per la sua giovane eta’. Ho conosciuto tanti Massimo, forse troppi per girarmi altrove ed evitare di salutarlo. Nei nostri sguardi capivamo e sapevamo ma lui aveva quel garbo e quella gentilezza che si tramutava in affetto quasi fraterno, di condivisione, di ricordi in quelle palazzine della ferrovia, dove eravamo felici e spensierati, non coscienti che le strade avrebbero percorso sentieri opposti.
Il pregiudizio spesso annerisce il nostro cuore ma chi ha fede, non quella bigotta che invece di tendere la mano al fratello in difficolta’ alimenta il fare spallucce e girarsi altrove, ti consente di sederti al suo fianco e proporti all’ascolto. Convinti piu che mai della sua bonta’ d’animo e dal suo cuore generoso, siamo certi che da oggi gioisce con papa Felice e la cara mamma, nel ricordo che non sara’ mai sopito dal tempo dai fratelli, la sorella, gli amici, sicuri piu’ che mai, in questo mondo di pregiudizi e falsi moralismi, sara’ da monito per chi si volta altrove, privando la propria coscienza di incrociare lo sguardo dei tanti Massimo che il buon Dio ci dona di incontrare lungo il nostro cammino.”