Pedofilia online, tolto stipendio a dipendete dell’ospedale fermato. Tra gli indagati pure giovani insospettabili

Caserta. È stato sospeso lo stipendio almeno fino al periodo della detenzione per il 47enne impiegato dell’ospedale di Caserta arrestato per possesso di materiale pedopornografico. L’uomo è attualmente agli arresti domiciliari in un Comune limitrofo.

Intanto emergono altri particolari dalla maxi inchiesta sulla pedopornografia scattata ieri in mezza Italia. Tra gli indagati nell’operazione ‘Lucignolo’, coordinata dalla Procura di Torino, in contrasto alla pedopornografia, che ha portato a tre arresti e a 24 indagati in tutta Italia, ci sono persone di diversa estrazione sociale e di diverse età, anche giovani.

Lo spiega Manuela De Giorgi, dirigente della polizia postale della Questura di Torino, che ha condotto le indagini dal centro operativo per la sicurezza del Piemonte e della Valle D’Aosta. “L’operazione Lucignolo nasce dalla nostra attività quotidiana di monitoraggio in rete della comunità pedofila – afferma De Giorgi – Un’attività complessa portata avanti da personale formato e capace di usare anche il tipo di linguaggio utilizzato su queste piattaforme”.

Tra gli indagati “ci sono professionisti, ma anche operai e studenti – aggiunge De Giorgi – Persone che hanno una vita segreta. Per questo l’operazione è stata denominata Lucignolo, perché su questa piattaforme gli indagati andavano di sera e di notte, lontano dagli occhi dei familiari, genitori, moglie e fidanzate. Il materiale veniva scambiato poi anche in privato”.

“Tra le vittime ci sono anche bambini che hanno meno di dieci anni. Quello che preoccupa a come le nuove generazioni si siano avvicinate a questi circuiti illegali. Un tempo era più difficile che questo avvenisse”, conclude Manuela De Giorgi. Diverse le regioni coinvolte nell’inchiesta: Piemonte, Lazio, Lombardia, Liguria, Toscana, Veneto, Puglia, Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria e Friuli

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