CAPUA. Ieri sera, intorno alle 23, ignoti hanno appiccato il fuoco all’albero di Carlo Santagata, eroe della Resistenza e simbolo dei partigiani capuani e non solo, causandone l’incendio. Lo ha riferito il sindaco Carlo Villani.
Sul posto i Vigili del Fuoco e i Carabinieri per indagare sulla natura evidentemente dolosa dell’accaduto. Il gelso è alto otto metri e si trova nel tratto di via Santa Maria Capua Vetere che precede l’ingresso in città, poco prima dell’ormai ex quadrivio Caputo.
Sotto l’albero c’è una targa che ricorda così il gesto eroico del partigiano: “Questo albero testimonia la storia di Carlo Santagata, un giovane coraggioso che diede la sua vita per la Resistenza. Il suo sacrificio rimarrà sempre nella memoria della nostra comunità”.
La minoranza consiliare composta da Annarita Vegliante, Fernando Brogna, Massimo Antropoli e Paolo Romano hanno condannato il vile atto che ha colpito uno dei simboli di Capua. “Auspichiamo che al più presto i delinquenti autori di un simile atto vengano assegnati alla giustizia. Capua ha un profondo legame con Carlo Santagata e con tutte le vittime della resistenza che hanno dato la loro vita in nome di un ideale. Il grave gesto mortifica la memoria di un eroe le cui gesta riecheggiano ancora nella nostra città”.
Carlo Santagata, nato a Portici il 28 settembre 1927, si trasferì con la sua famiglia a Santa Maria Capua Vetere nel 1936. Qui, frequentò la scuola media in via Torre, oggi via Fratta. La sua brillante mente lo portò a iscriversi al liceo scientifico di Napoli, ma la guerra impedì il regolare svolgimento delle lezioni. Nonostante le avversità, continuò a coltivare il suo amore per la conoscenza come privatista. La sua giovane vita fu tragicamente spezzata il 5 ottobre 1943, quando, a soli sedici anni, venne ucciso da soldati tedeschi. Il suo sacrificio e il suo impegno nella lotta contro l’oppressione sono diventati un simbolo di coraggio e determinazione per la comunità di Capua.