Santa Maria Capua Vetere. “La dottoressa Costanzo aveva la faccia bianca, era spaventata al massimo, e non ha assistito alle percosse”.
Con queste parole l’ex detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere Salvatore Quaranta, sentito come testimone al processo sui pestaggi dei detenuti commessi dai poliziotti penitenziari al carcere sammaritano il 6 aprile 2020 – il dibattimento con 105 imputati in corso all’aula bunker del carcere è ripreso lunedì 11 settembre dopo la sospensione feriale – ha in pratica scagionato la commissaria della polizia penitenziaria Annarita Costanzo, accusata di aver assistito al pestaggio di Quaranta da parte di una ventina di agenti, senza muovere un dito.
Costanzo era finita ai domiciliari anche sulla base delle accuse di Quaranta, ma nella udienza di oggi l’ex detenuto (attualmente libero e sottoposto alla sorveglianza speciale), mentre rispondeva alla domande del pm Alessandro Milita, ha ricordato il terrore negli occhi della funzionaria (difesa da Luca Tornatora e Vittorio Giaquinto) e soprattutto che la Costanzo non era presente mentre veniva pestato sulle scale.