Muore durante cure, città piange il sacerdote-poeta

Capua. Una brutta notizia tocca nel profondo la città di Capua. Dopo Franco Fierro, un altro nome illustre che ha inorgoglito la città se ne va.

È venuto a mancare oggi pomeriggio all’improvviso Mons. Giuseppe Centore. Aveva 91 anni ed è stato colpito da un malore all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta mentre stava portando a termine un ciclo di cure. Poeta e scrittore, oltre che sacerdote, era stato uomo di cultura a 360 gradi e direttore del Museo Campano. Appartiene ad una delle famiglie più note di Capua: suo fratello Eduardo, generale dei carabinieri in congedo, fu sindaco dal 2016 al 2018.

Questo era il ritratto della Diocesi: “Giuseppe Centore e’ nato a Capua il 16 Aprile 1932.E’ sacerdote.Ha studiato Teologia presso la Pontificia Facolta’ Teologica “S.Luigi” di Napoli e Filosofia presso l’Universita’ degli Studi della stessa citta’.E’ docente di Filosofia e Teologia nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua di cui e’ Direttore.E’ pure Direttore del Museo Campano di Capua .Un poeta Giuseppe Centore ,il cui intelletto e’ libero da dogmi e pregiudizi,di cui il genio creativo possiede la capacita’ di penetrare gli arcani del soprannaturale tramite la meditazione strappando la ragnatela di quotidianita’,unendo il passato e il futuro.La sua voce e’ cosi’ potente,da entrare come un getto vigoroso nel nuovo millennio,dove la poesia di gran valore dovrebbe diventare un tesoro universale,appreso e riconosciuto in tutto il mondo.Giuseppe Centore e’ infatti poeta sacerdote teologo.Nelle sue poesie egli ci apre il cuore ispirato,che vive dei rapporti con Dio,della affidante intima conversazione che riflette tutto lo spettro delle emozioni umane: dalla disperazione e perplessita’ dell’individuo davanti alla sterminata Eternita’,alla felicita’senza confronti di sentirsi una parte della creazione divina,cui il Creatore ha donato il dono sacro del Verbo.Fenomeno straordinario della letteratura italiana,la poesia di Giuseppe Centore,nel libro LUX VERBI AETERNI LE PIU’ BELLE POESIE viene tradotta per la prima volta in lingua russa,che interessera’ il lettore russofono in primo luogo perche’ in poesia russa contemporanea non c’e’ niente di simile.”

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