Mazzette ai concorsi dell’esercito, sentenza bis per 4. Tutti i nomi e le condanne

Marcianise/Capodrise/Capua. Arriva la sentenza bis nel processo sui concorsi truccati per entrare nell’Esercito. Gli indagati erano accusati a vario titolo di aver partecipato a un’associazione finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione il patrimonio e la fede pubblica. I fatti contestati sono avvenuti nelle province di Caserta e Napoli fino al 2016.

La sentenza in abbreviato fu emessa nel 2019 dal gip D’Auria che inflisse 1 anno e 4 mesi ciascuno a Giuseppe Zarrillo e Claudio Giuseppe Fastampa, 2 anni ciascuno a Ciro Fiore e Sabato Vacchiano. 

In queste ore la quarta sezione penale della Corte di Appello ha ridotto le pene cristallizzandole in un anno di reclusione ciascuno per Giuseppe Zarrillo e Claudio Giuseppe Fastampa, difesi dagli avvocati Pasquale Delisati e Luca Viggiano, ed un anno e quattro mesi ciascuno per Ciro Fiore e Sabato Vacchiano, rappresentati dagli avvocati Vittorio Giaquinto e Walter Mancuso.

Per tutti c’è dunque il beneficio della sospensione della pena a partire da Giuseppe Zarrillo, dipendente civile del Ministero della Difesa, in servizio a Capua ma residente a Capodrise (è di Marcianise). I giudici non hanno totalmente concordato con l’accusa che lo riteneva a capo dell’organizzazione in grado di truccare i concorsi.

Sotto la lente della Procura sono finite le richieste di pagamento di somme di denaro ad ex volontari in ferma breve dell’Esercito Italiano che volevano partecipare ai concorsi per il reclutamento nelle Forze di Polizia; gli aspiranti soldati, è emerso, si rivolgevano a Zarrillo nella speranza di ottenere tramite il suo interessamento facilitazioni di vario tipo finalizzate al superamento delle selezioni.

 

 

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!

Exit mobile version