MARCIANISE. Alcol e droga. Era un delivery in grado di coprire tutti gli stravizi possibili quello messo in piedi dal figlio di Gennaro Buonanno Gnucchino, Giovanni, grazie alla collaborazione del suo luogotenente Antonio Russo Camoranesi. A far emergere questo dettaglio è un giovane ristoratore della zona, caduto nello spirale della dipendenza da cocaina.
Il ristoratore aveva contatti telefonici frequenti con Russo e i contatti avvenivano anche in piena notte. L’uomo è stato sentito dagli investigatori e ha confermato di acquistare abitualmente la cocaina da Antonio Russo detto Camoranesi e da Giacomo Colella, previo accordo con Giovanni Buonanno per conto del quale i due ragazzi – secondo la ricostruzione della Dda – spacciavano attraverso un contatto telefonico o un contatto Whatsapp.
Il titolare del ristorante ha precisato che normalmente acquistava una dose di 0,50 grammi di cocaina al giorno al prezzo di 40 euro e che le consegne, a cui provvedevano personalmente Russo e Colella, avvenivano normalmente presso la sua braceria.
All’epoca avevo una braceria e ho passato due anni non in maniera positiva. Tra il 2017 e il 2018 ho fatto uso di cocaina, ora da un anno ho smesso. Assumevo al giorno una dose di cocaina, massimo due da 0,50 grammi e le pagavo 40 euro. All’inizio Giovanni Buonanno venne a proporre di vendermi vino e prosecco. Poi successivamente conobbi Antonio Russo che all’epoca lavorava per lui e lui mi disse che se mi serviva cocaina me l’avrebbe procurata. Poi successivamente ho saputo che Russo, oltre al vino e allo spumante, per conto di Buonanno, consegnava anche la cocaina.