MARCIANISE. E’ una figura minore al punto che è stato solo indagato a piede libero, ma “l’avvocato”, soprannome col quale molti indagati indicano un 40enne della zona di Santa Maria Capua Vetere, è un personaggio che caratterizza al meglio la fisionomia dei clienti del cartello belfortiano, sgominato l’altro giorno dai carabinieri di Marcianise.
Per Buonanno e soci non c’erano differenze sociali ed anche un presunto professionista entrava a far parte del giro addirittura in qualche caso smerciando la coca ai clienti, secondo le loro ricostruzioni, mai però suffragate da prove.
Giovanni Moretta sta raccogliendo i soldi della droga spacciata a credito e chiama Gianpaolo Barbiero con il quale si sfoca la sua rabbia perchè l’avvocato gli deve dare 250 euro e non si è fatto nè vedere e nè sentire e non risponde nemmeno al telefono. Moretta non ha sopportato questo comportamento del 40enne e si sfoga con Barbiero facendo delle affermazioni precise dalle quali si evince chiaramente che l’avvocato acquista droga da Moretta anche per spacciarla e spesso si lamenta della qualità dello stupefacente, in quanto Moretta gli farebbe fare brutte figure con i suoi acquirenti. Tutto ciò viene confermato in tantissime telefonate e conversazioni intercettate sull’utenza di Moretta.
Conversazione del 7.7.2018 tra Giovanni Moretta (M) E Gianpaolo Barbiero (B)
M: Ma l’avvocato che ha fatto?
B: Sta a casa con i figli, perchè?
M: Lo stavo cercando
B: Sta a casa con i figli, la moglie, gli ha portato i figli a casa
M: Non risponde neppure al telefono?
B: No, cioè a me ha risposto prima: tu lo stai chiamando?
M: Ma tu lo hai chiamato con whatsapp?
B: Non no, normale. Io questa mattina gli ho mandato un messaggio: “guarda che Giovanni ti sta cercando”
M: No perchè mi ha rovinato per queste 250 euro di merda…mi ha fatto fare le figure di m…con quello..non è nemmeno per il fatto dei soldi, è per il fatto che gli avevo dato la parola, poi quello è un tipo pignolo, capito? La parola è parola…già gli devo dare 100 euro delle mie
Con l’avvocato però i rapporti restano sempre tesi al punto che Moretta si lascia scappare: “Dice l’avvocato gli do il coso, si fa la botta…dice dopo due tre giorni ‘si ma non che’…ma all’anima di tua sorella, quando mi devi dare i soldi dici che non è buona, quando te la devi prendere dici è buona”. Il gip non ha ritenuto di applicare una misura cautelare all’uomo, ma ha evidenziato che la sua situazione debitoria col clan fosse dovuta ad “uso smodato di cocaina”.