Cliente nel covo del ras dello spaccio: “Porta blindata e se non c’era lui appuntamento al bar”

 

MARCIANISE. A svelare i dettagli del business dello spaccio messo su dal gruppo che faceva capo a Giovanni Buonanno, figlio del boss dei Belforte Gennaro detto Gnucchino, ci hanno pensato anche alcuni clienti. Ecco la testimonianza di un ragazzo, dipendente di un’attività commerciale e assuntore di cocaina.

“Capitava che andavo direttamente a casa di Giovanni Buonanno, ma sempre previo avviso telefonico e qualche volta tramite messaggi whatsapp. La sua abitazione è a Marcianise in via Po. Bussavo il citofono ed entravo in una cucina piccola situata a piano terra. Spesso l’ho trovato seduto lì al tavolo e davanti a lui aveva un bilancio con diverse dosi di cocaina confezionate in cellophane e altre confezioni più grandi avvolte in nastro adesivo marrone. Raramente accedendo nel suo appartamento al primo piano, protetto da una porta blindata.” ha fatto sapere il cliente una volta scoperto e interrogato dagli investigatori.

In caso di assenza del ras dello spaccio la procedura cambiava: “Quando Giovanni Buonanno non era presente o disponibile a casa io contattavo sempre lui via telefono e gli ordinavo la droga e lo stesso Giovanni avvisava un suo complice Antonio, e ci davamo appuntamento. Poteva arrivare davanti in Suzuki, in furgone o in una Smart e ci davano appuntamento fuori a un bar di Marcianise”

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