CAPUA. Requisitoria nel processo sugli intrecci tra appalti, politica e clan a Capua. Il pm ha invocato 4 anni ciascuno per l’ex sindaco Carmine Antropoli, per l’ex assessore Marco Ricci e il collaboratore di giustizia ed imprenditore Francesco Zagaria detto “Ciccio ‘e Brezza”; 6 anni per gli imprenditori di Casal di Principe Francesco e Giuseppe Verazzo; 3 anni per il dirigente del Comune di Capua Francesco Greco e 1 anno per Luca Diana. Chiesta l’assoluzione dell’ex assessore Guido Taglialatela.
In una udienza dell’anno scorso Zagaria raccontò di aver cominciato ad intrattenere rapporti con i politici capuani fin dal 2006 quando un suo amico lo mise in contatto con Ricci. L’imprenditore si era già trasferito da tempo a Capua (“Era una questione di principio prendere gli appalti lì”), ma essendo originario di Casapesenna continuava a millantare la parentela col boss Michele Zagaria.
Proprio dopo la cattura dell’ex primula rossa “Ciccio ‘e Brezza” cominciò ad avere un ruolo sempre più centrale nelle vicende del clan. E poi i voti, i lavori, i rapporti personali. Molto, se non tutto, messo nero su bianco nel manoscritto che potrebbe essere la chiave di volta del processo su politica e camorra.