MARCIANISE/CAPODRISE. In dodici mesi sono passati dall’incubo di quel blitz al quale parteciparono 20 tra poliziotti e finanzieri all’essere scagionati.
Colpo di spugna clamoroso oggi da parte del gup Mercone del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha dichiarato il non luogo a procedere nel corso dell’udienza preliminare per L.L., 60 anni, e suo figlio L.A., di 22 anni, entrambi di Marcianise. Accolta la tesi difensiva del legale di fiducia, avvocato Pasquale Delisati, che ha sostenuto l’estraneità dei due alla vicenda. Alla fine non ci sarà il processo, poichè secondo il giudice, “il fatto non sussiste”.
L’operazione scattò un anno fa a Capodrise nell’ambito di un’attività di controllo del territorio tesa a contrastare il fenomeno dello smercio di stupefacenti tra i giovani. Nell’appartamento familiare gli agenti trovarono 30 grammi di sostanza stupefacente risultata essere del tipo hashish. Padre e figlio furono identificati e denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La chiusura delle indagini sembrava portare al processo che però non ci sarà. Per il tribunale i due sono estranei ai fatti.