MARCIANISE. Le dichiarazioni di cinque pentiti sono state acquisite nell’ultima udienza del processo su clan e usura. Alla sbarra ci sono già due collaboratori di giustizia come Giovanni Buonanno e Claudio Buttone, che hanno scelto di essere processati con l’abbreviato. Altri cinque sono però stati sentiti nell’altro filone che vede imputato, tra gli altri, Gennaro Buonanno detto Gnucchino, padre di Giovanni.
Il tribunale ha provveduto ad acquisire i verbali di pentiti storici dei Belforte, come Michele Froncillo, Antonio Gerardi e Domenico Cuccaro, ma anche di collaboratori più recenti come Camillo Belforte, figlio di Salvatore (il padrino che perse poi lo status) e Bruno Buttone.
La vittima dell’usura è un imprenditore di Marcianise cui i Buonanno avrebbero prestato soldi con tassi di interesse dal 120% al 130% annui. In particolare all’operatore economico sono stati fatti vari prestiti per un totale di 60mila euro, e in un solo anno ha restituito a titolo di interesse 30mila euro. Per l’accusa in un’occasione, tra novembre e dicembre del 2015, la vittima sarebbe stata costretta a salire in un’automobile e minacciata di morte dai Buonanno per farsi consegnare i soldi del prestito, oltre che un “regalo” di 2mila euro per il clan Belforte in occasione delle festività natalizie; fatto non concretizzatosi perché l’imprenditore si è opposto.