Pignataro Maggiore. Le vicende estorsive documentate dai carabinieri di Caserta e dalla DDA di Napoli, che stamattina hanno portato all’arresto, tra gli altri, di Pietro, Antonio e Felicia Ligato, i tre figli del capoclan defunto della camorra casertana Raffaele Ligato, “costituiscono episodi emblematici delle dinamiche sociali ed economiche in una zona ad alto tasso di infiltrazione camorristica, dove è radicata, da parte delle organizzazioni criminali, la capillare consumazione di una serie di reati finalizzati a implementare la cassa dei clan e a imporre la loro egemonia sul territorio”.
A sottolinearlo, nell’ordinanza con la quale oggi ha disposto cinque misure cautelari, è il gip di Napoli Fabrizio Finamore. Tra gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori c’è anche quello che riguarda un terreno del cimitero di Pignatato Maggiore: Pietro Ligato, in concorso con altre persone ancora non identificate, avrebbe imposto i legittimi assegnatari di quel terreno la consegna del lotto oppure il pagamento di 18mila euro “a titolo di risarcimento”.
La richiesta venne formulata conducendo gli assegnatari in un luogo isolato, dopo averli costretti a lasciare i telefoni cellulari nella loro autovettura. Particolarmente “brutale” fu l’approccio: l’auto con a bordo i due assegnatari, una Toyota Aygo venne violentemente speronata con un furgone Daily.