Rione dello spaccio, il verdetto: 10 condanne. TUTTI I NOMI E LE FOTO

CAPUA. E’ stata emessa la sentenza del processo sullo spaccio di droga a Capua per dieci persone: si tratta Claudio Monaco, , Davide Mandesi, Fabio Mandesi, Antonio Di Rienzo, Carmine Pistone e Maria Francesca Russo, Luigi Verrone, Giuseppe Vilardi, Antonio Di Lauro, Stefano Insero. Uno degli imputati, Roberto Monaco, è deceduto nei giorni scorsi dopo la requisitoria.

La pena è più alta è stata inflitta al fratello Claudio, ritenuto il capo della gang: ha beccato 16 anni e 8 mesi. Condanna importante anche per Fabio Mandesi: per lui 12 anni. In totale sono dieci le condanne per gli imputati assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Paolo Di Furia e Giuseppe Stellato. Nella tabella a fine articolo troverete tutte le condanne, nome per nome. Nell’altro filone sono processati con l’ordinario Lucia Amendola,  Arcangelo Piucci e Vincenzo Rossetti.

La requisitoria

Nel corso della requisitoria le pene più alte sono state invocate per le due coppie di fratelli: chiesti 20 anni per il ras dello spaccio Claudio Monaco e 11 anni e 4 mesi per il fratello Roberto; rischia 18 anni Fabio Mandesi, 8 invece, Davide Mandesi. Richieste alte anche per Di Rienzo (12 anni e 8 mesi) e Insero (10 anni e 8 mesi).

L’indagine

Sono accusati a vario titolo dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti in concorso. Il procedimento scaturisce dagli esiti delle indagini che hanno consentito di accertare, tra la fine dell’anno 2020 e l’inizio dell’anno 2021, l’esistenza di un gruppo egemone di soggetti residenti nei comuni di Capua, Aversa e Caiazzo, dediti allo spaccio sulla piazza di Capua e comuni limitrofi, di sostanze stupefacenti del tipo hashish, crack e cocaina.

Le indagini, condotte attraverso attività tecniche d’intercettazione delle conversazioni tra i vari indagati, associate ad attività di osservazione, pedinamento e controllo, hanno fornito un quadro dinamico delle condotte delittuose svolte da questi ultimi, in modo sistematico e continuativo, consentendo di accertare lo smercio della sostanza stupefacente, nonché le relazioni di tutti i principali indagati. Infatti, gli acquirenti davano appuntamento allo spacciatore tramite WhatsApp, utilizzando termini convenzionali ovvero linguaggio criptico, il cui contenuto lasciava facilmente desumere l’imminente cessione.

Numerosi sono stati i riscontri, per lo più attraverso il controllo degli acquirenti a cui, di volta in volta, veniva sequestrato lo stupefacente acquistato che, per quantità, per la modalità di presentazione, ovvero per altre circostanze dell’azione, appariva destinato ad un uso non personale, consentendo ai Carabinieri di censire un continuo via vai di persone che si rivolgeva agli indagati per comprare dosi a qualsiasi ora. Sono circa 233 gli episodi di spaccio accertati, indicati in 36 capi di imputazione. Nelle fasi di esecuzione della misura, dalle perquisizioni domiciliari effettuate presso le abitazioni degli arrestati, all’interno dell’intercapedine ricavata in un muro delle cantine di uno dei palazzi, sono stati rinvenuti 17 panetti di hashish del peso complessivo di circa 1800 grammi, per un valore di mercato di 13.000 euro e un bilancino di precisione.

La sentenza

DI RIENZO ANTONIO, 31.12.1969 – 8 anni
MANDESI DAVIDE, 13.11.1995 – 7 anni e 4 mesi anni
MANDESI FABIO, 28.10.1994 – 12 anni
MONACO CLAUDIO, 10.01.1971 – 16 anni e 8 mesi
PISTONE CARMINE, 23.12.1991 – 5 anni e 8 mesi
INSERO STEFANO, 26.11.1984 – 2 anni e 8 mesi
VERRONE LUIGI, 23.03.2001 – 5 anni e 8 mesi
VILARDI GIUSEPPE, 16.06.1974 – 5 anni e 8 mesi
RUSSO MARIA FRANCESCA – 1 anni e 8 mesi
DI LAURO ANTONIO – 3 anni

 

 

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