Dynasty dello spaccio di stupefacenti nella valle: ecco come arriveranno in udienza i 38 indagati

San Felice a Cancello. Mancano meno di due settimane all’udienza preliminare fissata al tribunale di Napoli, presso il palazzo di Giustizia del centro direzionale, per 38 indagati accusati di far parte di un’associazione dedita allo spaccio di stupefacenti sotto il comando del ras Filippo Piscitelli, 52enne, attiva nella Valle di Suessola e nella bassa valle Caudina, con forniture anche nel Napoletano.

Sono giorni di riflessione soprattutto tra i coinvolti e i loro avvocati. La tendenza è che la maggioranza propenderà per il rito abbreviato, anche per via delle prove raccolte dall’inchiesta dei carabinieri del comando provinciale di Caserta. Tante le operazioni nei confronti dei signori della droga nel giro di un anno e mezzo, ma probabilmente ce ne saranno altre. Mancano all’appello le questioni legate alle armi, manca qualche pesce grosso, insomma c’è ancora tanta carne al fuoco e poi mica lo smercio della droga è finito. In loco di sazioni, cervinari e casari altri sono subentrati e lo Stato gli è già alle calcagna.

Tornando all’inchiesta targata Cervinari, la stessa si poggia sulla dynasty dei Piscitelli, prima il solo Antonio ’92, da un suo passo falso comincia tutto e poi con l’uscita dal carcere il padre ne combina di tutti i colori inserendosi in un contesto con metodologie arcaiche senza tenere conto che i tempi sono cambiati, rispetto ai primi anni del 2000. Filippo coinvolge tutta la famiglia, dalla nuora, al genero, alle figlie, alla ex moglie, alla ex compagna con cui ha altri figli e tira dentro anche alcuni ras decaduti, tipo il gruppo dei picciuotti con una cellula nella bassa valle caudina. Gli errori del 52enne che si muove come un elefante in una cristalleria lambiscono anche alcuni mammasantissima del territorio con i quali ci sono delle intercettazioni da brividi che vanno a confermare e si vanno ad incrociare con indagini e procedimenti che devono ancora prendere corpo. Per questi motivi la Dynasty dei Cervinari e la retata della scorsa primavera sono da considerare una pietra miliare della criminalità della valle di Suessola.

Tutti i nomi e la posizione rispetto al procedimento

La genesi

Tutto è nato nella primavera del 2019 ad Arienzo, durante un fortuito controllo effettuato ai danni Antonio Piscitelli classe 1994 figlio di Filippo Piscitelli ‘o Cervinaro. Per caso furono scoperte delle telecamere e per caso fu scoperta una chat telefonica sospetta con il padre che era in galera e che sarebbe stato scarcerato poco dopo durante le vacanze pasquali.

Da lì è partita un’indagine epocale, tra mille difficoltà, che ha visto al centro dell’azione proprio Filippo Piscitelli che dopo diversi anni di carcere in pochi mesi da uomo libero ne combinerà di tutti i colori, ricostruendo con la vecchia metodologia, anche violenta, un’organizzazione che assumerà la leadership del narcotraffico. Tantissimi i passi falsi che compirà il 52enne, i carabinieri gli metteranno le telecamere ovunque, oltre alla cimice nell’auto, acquisendo fonti di prova di indubbio valore.

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