Le medaglie olimpiche: un tesoro inestimabile non solo per i campioni

Le medaglie olimpiche sono forse il riconoscimento più ambito in ambito sportivo. Esse simboleggiano coraggio, determinazione, spirito di sacrificio, ma sono anche testimonianza dei valori universali della fratellanza e della pace tra i popoli.

Gli stessi giochi olimpici, tra l’altro, rappresentano una tappa fondamentale nella storia evolutiva umana. La prima Olimpiade, infatti, tenutasi a Olimpia, in Grecia, intorno al 776 a. C., viene considerata, insieme ai coevi poemi omerici, il momento in cui l’uomo si eleva dal proprio stato barbarico, preistorico, per diventare a tutti gli effetti agente e fautore della propria Storia.

Le Olimpiadi antiche cessarono di essere celebrate nel 393 d.C. per volere dell’imperatore Teodosio e sotto l’influenza di Sant Ambrogio, all’epoca vescovo di Milano, a seguito di un fatto accaduto tre anni prima, la strage di Tessalonica. La popolazione locale aveva infatti catturato e impiccato il magister militum della zona, colpevole di aver impedito i giochi invernali e di aver arrestato un famoso auriga. Per rappresaglia, Teodosio fece attirare con l’inganno 7000 persone all’interno del locale stadio, promettendo una gara di bighe, ma, sbarrate le porte, i malcapitati furono brutalmente trucidati.

Le Olimpiadi furono ripristinate soltanto nel 1896, continuando a essere celebrate tutt’oggi. L’idea fu del barone francese Pierre de Coubertin, che non poteva capacitarsi del motivo per il quale i francesi avessero perso nella guerra franco – prussiana (1870 – 1871). Il barone imputò la causa alla scarsa preparazione fisica dei soldati e così propose di istituire dei giochi internazionali che non solo rinvigorissero la gioventù, ma che, soprattutto, avvicinassero le nazioni, in modo che i conflitti non fossero più risolti con le armi, sul campo di battaglia, ma con lo sport, sul campo da gioco. Nel 1924 vennero poi istituite le Olimpiadi invernali.

Naturalmente, il premio più ambito dai campioni è la medaglia d’oro. Secondo le raccomandazioni del Comitato Internazionale Olimpico, una medaglia d’oro deve essere prodotta con almeno il 92.5% d’argento e contenere almeno 6 grammi d’oro. Inoltre, ogni medaglia deve essere almeno di 60 mm di diametro e 3 mm di spessore.

Il valore di una medaglia d’oro olimpica è inestimabile per il suo vincitore, ma non è raro che alcune di esse vengano vendute. Recentemente, infatti, è stata battuta all’asta la medaglia d’oro vinta da Jesse Owens ai giochi olimpici di Berlino del 1936. La medaglia di Owens, oltre che una rara testimonianza storica, è anche il simbolo dello smacco che l’atleta afroamericano diede a Hitler e ai suoi teorici della superiorità della razza ariana.

All’asta la medaglia ha raggiunto una quota da capogiro: 1,8 milioni di dollari, una cifra stratosferica per aggiudicarsi un cimelio unico.

Exit mobile version