Giovani vendono e insospettabili coltivano l’affare droga si sdoppia in città. DIVISIONE PER ETA’ E ZONE

 

CAPUA. E’ un affare che sta prendendo sempre più piede in città e che comincia ad assumere connotati più complessi. Sarà perchè la crisi post-pandemia ha lasciato troppi a spasso, sarà perchè le tradizionali roccaforti dello spaccio della zona sono sempre più blindate, sta di fatto che a Capua ormai da tempo il business legato alla droga coinvolge sempre più persone.

Con una categorizzazione per zone e fasce d’età ormai stabile. Partiamo dalla base, i giovani: dai 20 ai 30 anni ci sono soprattutto coloro che sono impegnati nella vendita al dettaglio o comunque nelle attività ad essa connessa, dalla vedetta al trasporto e i contatti.

Il passaggio avviene tra i quartieri più popolosi (Shangai, palazzine Porta Napoli) e il centro storico, dove tra i vicoli si incontrano clienti da smistare poi verso la cessione vera e propria. Il fulcro dell’attività illecita – stando alle ultime indagini – resta però al rione Santagata, teatro anche in queste settimane di un blitz con arresto. E’ qui tra Parco Primavera e dintorni che vengono prese le decisioni o che si muovono i fili del business.

Recentemente però l’attenzione degli investigatori si è spostata su un aspetto tutt’altro che marginale, quello relativo alla coltivazione di cannabis e marijuana. Le sponde del Volturno diventano infatti un terreno fertile per dare il via ad una produzione peraltro senza grossi rischi vista la presenza di area demaniale. Sui terreni dello Stato si dà il via alla prima fase dell’affare, curato da esperti, spesso agricoltori già avanti con l’età o insospettabili che arrotondano curando coltivazioni diverse da quelle “storiche”.

 

La droga che arriva a Capua però proviene anche dai vicini paesi del caleno (dove pure le fiamme gialle hanno scoperto recentemente una coltivazione a Calvi Risorta) per quanto riguarda la marijuana o dall’acquisto nelle piazze dell’hinterland partenopeo, in riferimento soprattutto alla cocaina.

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