Franchising del sesso, ogni casa frutta 100mila euro: professionisti e insospettabili dalle escort

 

ORTA DI ATELLA/GIUGLIANO/AVERSA. Era un giro da migliaia di euro quello sul quale l’altro giorno è calata la parola fine dopo un blitz dei carabinieri della tenenza di Melito che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord a carico di cinque persone residenti nei Comuni di Caivano e Giugliano in Campania, tutte indagate per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento ed agevolazione della prostituzione e, in concorso con altre nove persone vario titolo coinvolte nelle indagini, per una pluralità di reati-fine di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

I conti

Secondo quanto emerso si trattava di un business che ha fruttato all’organizzazione circa 700mila euro in due anni. Ne consegue che ci sono appartamenti in grado di produrre un giro di affari di quasi 100mila euro all’anno, ovviamente da ripartire tra i vari protagonisti del giro: dalla escort alla maitresse fino a coloro che si occupano degli annunci.

Insospettabili col vizietto

Le ragazze era collocate all’interno di abitazioni situate nelle Province di Napoli e Caserta, precisamente nei Comuni di Melito di Napoli, Giugliano in Campania, Napoli, Aversa, Orta di Atella, Gricignano di Aversa. Le alcove erano frequentate da persone di ogni ceto sociale: studenti, disoccupati, ma anche molti professionisti e insospettabili in cerca di emozioni forti e disposti a pagare fino almeno 100 euro per mezz’ora, con altri regali a seconda delle richieste fatte alle ragazze.

Le sorelle alla guida del giro

Tra le cinque persone destinatarie del provvedimento cautelare figurano in particolare due sorelle, una delle quali col ruolo di promotrice ed organizzatrice dell’associazione.
Gli associati gestivano i proventi della prostituzione lasciando alle prostitute solo la quota individuata come alle stesse spettante, quantificata nella misura del 50% del guadagno complessivo. Le due sorelle coordinavano l’attività degli altri partecipi, ognuno con compiti ben precisi, tra i quali quelli finalizzati a raggiungere un maggior numero di clienti mediante pubblicazione di annunci online, quello di offrire supporto tecnico alle prostitute per migliorare le immagini abbinate ai profili presenti nei vari annunci, quello di fornire indicazioni circa le più efficaci modalità di approccio telefonico col cliente in modo da far divenire sempre più assidue le visite dei clienti stessi presso le abitazioni. Ancora, uno degli associati curava il periodico spostamento delle prostitute da una casa all’altra e vigilava presso una delle abitazioni per evitare che potessero insorgere problematiche con la clientela.

 

Le prostitute, tutte di nazionalità straniera, venivano collocate dagli associati all’interno degli immobili di volta in volta reperiti per essere destinati all’attività illecita ed attrezzati proprio per le esigenze legate al meretricio. A seconda della tipologia di prestazione richiesta e della zona di provenienza del cliente. quest’ultimo veniva indirizzato, principalmente dalle due sorelle, verso l’una o l’altra abitazione. Quando il cliente non conosceva sufficienza la zona da raggiungere gli venivano fornite, a mezzo telefono, dettagliate informazioni utili a consentirgli di raggiungere l’abitazione ove avrebbe dovuto incontrarsi con una o più donne dedite alla prostituzione.

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